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VIBO VALENTIA

Sparatoria all'Affaccio, una trappola per uccidere

di
massimo ripepi, vibo valentia, Catanzaro, Calabria, Archivio
Sparatoria all'Affaccio, una trappola per uccidere

Non c’è solo l’identikit ma forse pure il nome e il cognome del giovane che domenica pomeriggio ha tentato di uccidere a colpi di pistola il 41enne Massimo Ripepi, con qualche precedente penale di poco conto alle spalle. L’agguato, per fortuna andato a vuoto, è stato messo in atto in via Angelo Savelli, nel quartiere Affaccio, periferia della città. I carabinieri della Stazione e della Compagnia che operano sotto le direttive del capitano Piermarco Borettaz ora stanno cercando di vagliare tutti gli elementi raccolti nelle ultime ore per poi presentare una dettagliata informativa al procuratore della Repubblica Bruno Giordano, che segue da vicino l’evolversi delle indagini.

La trappola

Il piano per uccidere era stato programmato nei minimi particolari. Massimo Ripepi, che da qualche anno vive insieme alla mamma in un appartamento ubicato al secondo piano di una palazzina del quartiere Affaccio, nel pomeriggio di domenica sarebbe stato raggiunto da una telefonata sul suo cellulare da un “amico” che, secondo quanto è stato ipotizzato, lo avrebbe invitato a scendere davanti casa. L’invito sarebbe stato recepito, segno che Ripepi non temeva per la sua incolumità, anche se in passato lo stesso era in possesso di una pistola legalmente detenuta, e che solo qualche anno fa era stato costretto a riconsegnare dopo che il permesso gli era stato revocato.

Gli spari e la fuga

Nel momento in cui Massimo Ripepi ha messo il naso fuori dal portone principale della palazzina dove risiede si sarebbe trovato ad attenderlo due giovani a bordo di uno scooter entrambi con il volto coperto da casco; uno di loro ha estratto una pistola ed ha mirato all’indirizzo del 41enne che con una reazione fulminea è subito rientrato sbattendo il portone in faccia all’attentatore che non ha potuto fare altro che darsi alla fuga insieme al suo complice. Una scena da Gomorra che preoccupa e non poco gli investigatori che ora sono sulle tracce degli attentatori. Al momento l’unico dato certo è che l’attentatore ha esploso quattro colpi di pistola calibro 6,35 tutti ad altezza d’uomo. Segno che l’obiettivo era quello di uccidere.

Le indagini

I carabinieri sembra abbiano imboccato la pista giusta. Ieri hanno sentito il 41enne e la mamma. Hanno voluto conoscere nei minimi particolari la dinamica del fallito agguato. Inoltre sarebbe stato lo stesso Massimo Ripepi, che in questa vicenda viene assistito dall’avvocato Santo Cortese, ad offrire alcuni anche se vaghi indizi che sarebbero stati sufficienti a mettere i carabinieri su una pista ben precisa. Si tratta, tuttavia, di una serie elementi che necessitano di riscontri che i miliari stanno effettuando in queste ore. Primo obiettivo dei carabinieri è quello di arrivare ad identificare l’autore della sparatoria ed eventuali fiancheggiatori. Non sarà certo facile considerato che i malviventi sarebbero arrivati in moto e con il volto coperto. In secondo luogo si tratta di capire quali siano i motivi che avrebbero armato la mano del giovane che in pieno giorno e sotto lo sguardo di passanti e alcuni ragazzi ha cercato di uccidere Massimo Ripepi. Posto sotto sequestro pure il telefonino della vittima predestinata, i carabinieri indagano pure nella sfera privata di Ripepi.

La videosorveglianza

In assenza di telecamere di videosorveglianza non sarà semplice per i carabinieri arrivare a risalire all’autore del tentato omicidio in tempi rapidi. La zona del quartiere Affaccio, come tutto il resto della città, è letteralmente sguarnita e non da oggi.

Problemi di costi e mancata manutenzione negli anni hanno letteralmente messo fuori uso gli impianti. Tutto questo rende la città sempre meno sicura e vanifica gli sforzi delle forze dell’ordine impegnate a fare piena luce su attentati e intimidazioni. Da mesi infatti è in atto in città una vera e propria escalation criminale di fronte alla quale la reazione dello Stato è stata pressoché inesistente.

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