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TROPEA

Chiazze e schiuma in mare, solo alghe?

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mare, tropea, Catanzaro, Calabria, Archivio
Chiazze e schiuma in mare, solo alghe?

Con la stagione estiva entrata nel vivo, si ripresenta il fenomeno delle chiazze marroni e della schiuma che, a fasce orarie, compaiono anche sulle spiagge tropeane. Una visione che subito fa scatenare l’allarme tra i bagnanti. Ma a dipanare ogni dubbio, spiegando nel dettaglio di cosa si tratta, e con tanto di dati alla mano, è l’Azienda regionale di protezione ambientale della Calabria (Arpacal), la quale ha recentemente emanato un bollettino di salubrità delle acque marine con voto eccellente.

«Le condizioni attuali del mare sono le medesime degli anni scorsi, a eccezione di qualche criticità dovuta a fenomeni straordinari e contingenti o alla fioritura di alghe».

A puntualizzare le operazioni in corso è Fabio Scavo dell’ufficio comunicazioni della stessa Arpacal, il quale precisa che «due volte ogni mese vengono effettuati dei prelievi, in aree diverse, strettamente analizzati da Arpacal alfine di riscontrare conformità o meno con i parametri fissati per legge. A questo si aggiunge poi il controllo di tutti gli 800 chilometri di costa, secondo il calendario stabilito dal Ministero della Salute». Il lavoro dell’Arpacal rientra però in un programma regionale ben più ampio. «A seguito dell’incontro avvenuto nel mese di marzo tra il presidente della Regione Mario Oliverio e il dirigente del dipartimento Infrastrutture, lavori pubblici e mobilità Domenico Pallaria, si stanno effettuando a tappeto le operazioni di efficientamento dei sistemi di depurazione». Gli effetti di questo tipo di attività, supportate anche dai controlli delle forze dell’ordine per scovare eventuali illeciti ambientali, per cittadini e turisti sembra a volte non sortire alcun tipo di effetto. In determinate fasce orarie, infatti, a largo anche delle spiagge tropeane si notano galleggiare chiazze scure anche in caso di condizioni meteo marine ottimali.

Il rischio dietro l’angolo, è di deturpare la rinomata bellezza della Perla del Tirreno. «Comprendiamo che per i non addetti ai lavori e quanti affollino le spiagge, il cambiamento dal mare cristallino a verde, giallo o marrone possa spaventare o sembrare qualsiasi tipo di cosa, ma – ha precisato Scavo – dati alla mano, possiamo affermare che si tratta esclusivamente di fioritura algale e che il cambiamento cromatico è strettamente legato alle fasi della fioritura. La colorazione verde, indica quindi la fase iniziale e quella giallastra la maturazione. La colorazione marrone e maleodorante, simile a una pappetta, indica il fine ciclo di riproduzione delle alghe e il distacco da rocce e scogli. La flora marina è molto ricca e varia e non esiste un solo tipo di alga, però – ha poi concluso – dai nostri campioni analizzati non emerge presenza di inquinamento balneare dovuto a cattiva depurazione».

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