Lunedì, 16 Dicembre 2019
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VIBO VALENTIA

Acquisto sede Aterp, sequestrati beni per 800mila euro

di
sequestro beni, vibo, Catanzaro, Calabria, Archivio
tribunale vibo

Truffa aggravata finalizzata al conseguimento di erogazioni pubbliche in concorso il reato ipotizzato dalla Guardia di finanza di Vibo Valentia nei confronti degli indagati, nell'ambito dell'inchiesta sul "distorto" utilizzo dei fondi ex Gescal parte dei quali utilizzati per l'acquisto della sede Aterp a Vibo Valentia. L'operazione risale al 20 agosto del 2014, per un importo di 2 milioni e 300mila euro più Iva. Complessivamente sono 16 le persone coinvolte nelle indagini. Per sei di loro il gip di Vibo, Gabriella Lupoli, ha disposto il sequestro preventivo di beni per 798.026,69 euro.

In particolare il provvedimento per equivalente riguarda l'ex commissario dell'Aterp di Vibo, Antonino Daffinà; Giuseppe Gentile, vice presidente del consiglio regionale calabrese e all'epoca assessore regionale ai Lavori pubblici; Domenico Pallaria, direttore generale del Dipartimento Lavori Pubblici della Regione Calabria; Antonio Capristo, all'epoca dirigente del Dipartimento regionale Lavori Pubblici e Infrastrutture; Nazzareno Guastalegname, costruttore di Stefanaconi e Antonino Stagno, imprenditore di San Calogero.

Le indagini, concluse nel dicembre dello scorso anno con la richiesta di sequestro al gip da parte del pm Barbarba Buonanno, sono state condotte dalla Guardia di Finanza di Vibo.

Risale al 12 febbraio 2015 il blitz della Guardia di finanza all'Aterp di Vibo Valentia. I militari della Fiamme gialle, infatti, in quell'occasione - nell'ambito di un'indagine coordinata dalla Procura -  acquisivano alcune pratiche relative ad  assunzioni (ma la delibera per i contratti a termine fu bloccata dal governatore Mario Oliverio) e all'acquisto della nuova sede. Un iter quest'ultimo che era stato avviato  il  22 settembre  del 2010.  All'epoca, infatti, l’allora direttore generale diede il via a “un’indagine conoscitiva di mercato finalizzata alla locazione e o acquisto di un immobile da adibire a sede dell’azienda”. Ne  scaturì una gara conclusa nel dicembre dello stesso anno con l’aggiudicazione definitiva della locazione alla Dgs Srl costituita appena un mese prima e con legali rappresentanti gli imprenditori Nazzareno Guastalegname e Antonino Stagno.  <Tale società  – rileva il gip  nel decreto di sequestro  - non era allora proprietaria dell’immobile locato>. Proprietà <acquisita solo qualche minuto prima che lo stesso immobile fosse rivenduto all’Aterp>. Ovvero, il 20 agosto 2014. Ma l’offerta, secondo il giudice per le indagini preliminari di Vibo, <proveniva da un soggetto privo del necessario requisito>. 

Nel  novembre 2011  subentrava il nuovo commissario dell’Aterp - il dott. Antonino Daffinà - il quale,  in base a quanto evidenziato dagli inquirenti, <già dal 2010>  si sarebbe occupato <in proprio e comunque nell’interesse di società che di fatto rappresentava, dell’acquisto dell’immobile da adibire a sede dell’Aterp>. Passava ancora un  anno e, nell’ottobre 2012, l’Aterp di Vibo Valentia inoltrava la richiesta per l’acquisto dello stabile. <La proposta non superava – sottolinea il gip – il vaglio regionale>.  Nel luglio 2013 però  la Regione avviava l’Iter per il finanziamento di programmi edilizi delle Aterp attraverso attività di manutenzione ordinaria e straordinaria, recupero di alloggi non utilizzabili e nuovi programmi edificatori. Intanto nel settembre di quello stesso anno, cambiava il dirigente regionale del settore Lavori pubblici e l'ing. Domenico Pallaria subentrava al dimissionario ing. Laganà. Tra dicembre 2013 e gennaio 2014, l’Aterp di Vibo riproponeva l’acquisto della sede. Nel marzo 2014 la Giunta regionale, su propopsta dell'assessore dell'epoca  - Giuseppe Gentile -  formulata sulla base dell'istruttotia compiuta dall'ing. Pallaria, approvava le modifiche alla precedente delibera e stabiliva che le risorse potevano essere assegnate a seguito della presentazione “di Piani di azione da parte dei commissari delle Aterp anche in relazione ai programmi di regolarizzazione e valorizzazione del patrimonio”. Una  decisione che per il gip <appare il prodotto di una prospettazione parziale e mistificatoria>.  All’Aterp di Vibo Valentia, finivano così 2.450.000 euro. Il pagamento veniva autorizzato il 21 luglio 2014. Un mese dopo, correva il 20 agosto,  avveniva la compravendita dell’immobile da parte della suddetta società.  

Ma secondo gli inquirenti <il piano di azione provinciale non appare conforme alle priorità normative> relative alla destinazione dei fondi <ex Gescal, volti fondamentalmente alla realizzazione e/o recupero di edilizia popolare>. In quanto il piano <pone solo al secondo posto l’intervento di recupero del patrimonio edilizio e al terzo posto l’eventuale risoluzione di criticità finanziarie legate al contenzioso derivante da interventi costruttivi e procedure espropriative>.

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