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LAMEZIA TERME

Ciriaco e Panzarella, delitti complementari

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Ciriaco e Panzarella, delitti complementari

Un mistero nel mistero. Perché ci sono delle connessioni tra l'omicidio di Torquato Ciriaco e quello di Santino Panzarella. Si tratta di personalità del tutto diverse, il primo 55 anni avvocato affermato a Lamezia, l'altro un 29enne coinvolto in piccole faccende delinquenziali e residente ad Acconia di Curinga. Il giovane avrebbe collaborato nell'omicidio dell'avvocato, e può darsi sia stato eliminato perché confidente di un maresciallo dei carabinieri nella sua zona. Un'area sotto il controllo degli Anello di Filadelfia.

Filo rosso sangue

L'altro filo rosso sangue che unisce le due esecuzioni mafiose del 2002 è che gli imputati del clan Anello sono stati tutti assolti. L'ultima sentenza “per non aver commesso il fatto” è di venerdì scorso quando il Gup di Catanzaro ha completamente scagionato Tommaso Anello, fratello del boss Rocco, e i fratelli Giuseppe e Vincenzino Fruci. Tutti liberi.

L’investigatrice

Per dare una risposta agli omicidi rimasti impuniti nel 2006 Angela Donato, mamma di Santino Panzarella, ha vuotato il sacco. Alla Squadra mobile di Catanzaro ha raccontato ogni cosa in otto pagine di deposizione. Mamma Angela, che da 15 anni chiede giustizia per il figlio vittima di lupara bianca, la punizione che la ‘ndrangheta riserva solitamente agli “infami” che tradiscono, era arrivata a trasformarsi in investigatrice, pedinando suo figlio e scoprendo che lavorava per gli Anello. Raccontando pure di una relazione di Santino con Angela Bartucca compagna del boss che si trovava in galera.

Madre visionaria

Ma questa è leggenda. Finora la magistratura non ha creduto granchè alle storie raccontate da Angela Donato, che oggi ha superato i 70 anni e non ha mai voluto la scorta nonostante le sue rivelazioni scottanti. Nessuno crede alle parole raccontate da una madre disperata alla quale hanno ammazzato il figlio non ancora trentenne. Eppure lei dice di averlo seguito in quei giorni dell'omicidio di Ciriaco, che risale al primo marzo 2002. Ha detto alla polizia di averlo visto confabulare con i fratelli Fruci, e di aver saputo dallo stesso Santino di ritorno da un viaggio di lavoro dalla Sicilia da dove trasportava acqua minerale, che col camion si sarebbe fermato tra Gioia Tauro e Rosarno per caricare un'auto probabilmente rubata che sarebbe servita ai killer dell'avvocato.

L’auto rubata

Qualche giorno dopo il trasporto, era febbraio, la mamma che s'era improvvisata Miss Marple (l'attempata signora che investiga nei gialli di Agatha Christie) era andata in un capannone sulla strada tra Lamezia e Maida ed aveva visto un'utilitaria chiara, una Punto o una Tipo, targata Rc. Là davanti aveva visto spesso parcheggiata l’Alfa 146 bianca del figlio.

Ma Angela Donato potrebbe essere solo una visionaria davanti ai giudici, perchè di molte cose che racconta non è riuscita a fornire neanche uno straccio di prove: foto, video, documenti, registrazioni. Può darsi siano storie fondate, ma può anche darsi di no. Si tratta di condannare all'ergastolo delle persone per omicidio, e nelle aule giudiziarie si può credere ai testimoni ma con le dovute pezze d'appoggio. Che evidentemente mancano.

Il business

Ma qual era l'interesse degli Anello ad eliminare Torquato Ciriaco? Secondo Miss Marple in versione calabrese il clan di Filadelfia era interessato alla fornitura di calcestruzzo per i lavori d'allargamento dell'autostrada. Un business ghiotto al punto che uno dei costruttori, il lametino Salvatore Mazzei, aveva avuto la visita di Luni Mancuso che pretendeva il pizzo.

L'avvocato era interessato a rilevare la Edil Lorusso, un impianto di calcestruzzi nel Lametino, a cui puntava la famiglia di Filadelfia. Ecco perché Ciriaco era stato ribattezzato “cane” dalla cosca. Infatti la sera dell'omicidio Santino Panzarella tornato a casa disse a sua madre «finalmente se lo sono tolto di mezzo». E pochi giorni prima che il legale venisse ammazzato di notte sulla provinciale che da Lamezia porta a Maida, madre e figlio in macchina erano stati sorpassati dal fuoristrada Ford dell'avvocato e Santino aveva gridato: «Ormai circoli solo per qualche giorno... che quello che hai fatto agli Anello lo devi pagare!».

Miss Marple l'aveva rimproverato e lui a ricordare i tanti omicidi rimasti impuniti a Lamezia, dal poliziotto Salvatore Aversa al magistrato Francesco Ferlaino, al preside Giuseppe Lo Moro.

Lupara bianca

La differenza tra i due omicidi del 2002 è che dell'avvocato è stato trovato il cadavere crivellato sul sedile del suo fuoristrada. Del giovane Panzarella nulla. Nelle campagne di Curinga era stato trovato un frammento d’osso che dopo l’esame del Dna non è stato considerato umano. Gli imputati presunti affiliati del clan di Filadelfia assolti. E di nuovo liberi. Anche in questo caso niente prove.(v.l.)

Storia di una morte annunciata

Santino collabora e poi scompare

Mamma Angela gliel’aveva detto: «Quelli ti vogliono ammazzare, non ti fidare». Ma suo figlio Santino non l’ascoltava, si sentiva sicuro di sé. E come racconta la madre partecipa all’omicidio di Torquato Ciriaco seguendo le sue mosse.

Santino va tra Gioia Tauro e Rosarno a caricare sul camion l’auto rubata che sarebbe servita al commando per assassinare l’avvocato. Una Fiat chiara targata Rc depositata in un capannone non lontano dal luogo dell’agguato a Ciriaco.

L’avvocato la sera del primo marzo 2002 mentre dal suo studio di Lamezia tornava a casa a Maida, viene affiancato da quell’auto e i killer lo crivellano con tanti colpi calibro 9.

Passano quattro mesi e Santino sparisce. Volatilizzato. La madre non ha più sue tracce e si rivolge alla polizia, sapendo che suo figlio è stato ammazzato. Lupara bianca. E accusa presunti affiliati al clan Anello, arrestati e poi liberati dopo l’assoluzione. Angela Donato non ha mai voluto protezione.

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