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ARENA

Intimidazione a imprenditore, bruciati due furgoni

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arena, furgoni bruciati, Catanzaro, Calabria, Archivio
Intimidazione a imprenditore, bruciati due furgoni

Notte di fuoco domenica ad Arena, nel Vibonese, dove ignoti hanno dato alle fiamme due furgoni e tentato di incendiarne un terzo, di proprietà della ditta P&G di Sandro Pagano, quarantacinquenne imprenditore del luogo, titolare di una fabbrica di divani e di un negozio di elettrodomestici.
Il fatto poco prima di mezzanotte in uno spiazzo retrostante la fabbrichetta nell’area Pip di località Berrina, una zona periferica dove gli ignoti hanno potuto agire quasi indisturbati, anche perché la maggior parte dei residenti era in piazza ad assistere al concerto di Fabio Concato, patrocinato dall’amministrazione comunale, intuendo immediatamente che fosse successo qualcosa per via delle sirene dei carabinieri, che dalla piazza, dove svolgevano servizio d’ordine, si sono precipitati sul posto. È la terza volta in pochi anni che Sandro Pagano, che è anche consigliere comunale nell’attuale amministrazione targata Nino Schinella, come lo era nella precedente, subisce un atto simile, sempre ai danni di altri mezzi aziendali, già incendiati a marzo 2011 ed a febbraio 2016. Un danno non indifferente per l’azienda, l’ultimo, visto che i furgoni, due Renault, erano nuovi. Visibili l’indignazione, la rabbia e la mortificazione sul volto del proprietario e dei dipendenti, una decina, che la mattina successiva si sono recati al lavoro. Sdegno anche nella popolazione per un vile gesto perpetrato ai danni di una delle poche imprese commerciali del paese, fiore all’occhiello dell’intero territorio. Sul posto sono intervenuti sia i vigili del fuoco di Serra, che nonostante due autobotti hanno potuto fare poco per salvare i mezzi, sia i carabinieri di Arena, alla guida del maresciallo Valerio Oriti, che quelli di Serra, coordinati dal tenente Marco di Caprio, che hanno avviato le indagini, acquisendo domenica stessa le registrazioni delle telecamere. Proprio perché isolata, infatti, la fabbrica è video sorvegliata per tutto il suo perimetro, anche nell’area dell’incendio, dove sarebbe stata ripresa una persona con il volto coperto. Si dovrà ora vedere se si riuscirà a capire a chi appartenga la sagoma immortalata per risalire agli autori del gesto criminoso.

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