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CORTE COSTITUZIONALE

La Consulta deciderà sullo stipendio tagliato al Garante dell'Infanzia in Calabria

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L'ex garante Marilina Intrieri

Sarà la Corte costituzionale a decidere sulla causa che vede contrapposti l’ex Garante calabrese per l’infanzia, Marilina Intrieri, e la Regione Calabria. La seconda sezione civile del Tribunale di Catanzaro ha deciso, infatti, di trasmettere alla Consulta gli atti concernenti la causa intentata dall’ex parlamentare. I giudici costituzionali dovranno esprimersi sulla legittimità della legge calabrese 13/2011 che ha ridotto del 75 per cento l’indennità spettante a Intrieri.

Prima dell’approvazione di quella norma al Garante era riconosciuta un’indennità equivalente a quella percepita dai consiglieri regionali calabresi. Dunque, una somma superiore agli 8mila euro. Il taglio approvato con la legge 13, sommato ad un’altra sforbiciata sul compenso dei consiglieri regionali, ha fatto sì che lo stipendio percepito dal Garante non superasse i 1.725 euro mensili. Per Intrieri, che adesso chiede alla Regione una somma di oltre 250mila euro per somme – a suo dire – illecitamente trattenute, la modifica apportata dalla legge del 2011 «non avrebbe potuto applicarsi al Garante in costanza della vecchia normativa». In buona sostanza, secondo i difensori dell’ex parlamentare crotonese (che per esercitare tale ruolo ha dovuto lasciarne un altro per eliminare ogni profilo di incompatibilità), la norma varata a Palazzo Campanella nella passata legislatura non avrebbe potuto dispiegare effetti su un rapporto sorto sotto l’egida della vecchia normativa. Per i togati del capoluogo calabrese «giova ricordare, in riferimento al contesto normativo in cui si è inserita la modifica, in discorso, che sin dal 2004 (anno di istituzione della figura del Garante per l’infanzia in Calabria) il trattamento indennitario di tale figura è rimasto sempre parametrato a quello previsto con legge regionale 4/1985 per il difensore civico (a sua volta modulato, per oltre 25 anni, a quello dei consiglieri regionali) e pertanto, se pure la modifica è di poco successiva al conferimento dell’incarico (a Intrieri, ndr), essa comunque, dal momento dell’accettazione, nutriva una ragionevole fiducia nella permanenza nel tempo di quel consolidato assetto, sì che può ritenersi che la modifica in peius prodotta dalla disposizione legislativa censurata sia giunta inaspettata».

Nell’ordinanza si legge pure che «l’applicazione immediata ed incidente anche sul rapporto in corso della riduzione dell’indennità di funzione del Garante appare frutto di una decisione improvvisa ed imprevedibile che non si giustifica con la sola esigenza di contenimento della finanza pubblica».

Qualche indicazione in più dovrebbe adesso arrivare dalla Consulta. I giudici del Tribunale di Catanzaro ritengono, in definitiva, «rilevante e non manifestatamente infondata» la questione di legittimità costituzionale relativa alla legge 4/1985 (poi modificata da altri testi nel corso degli anni successivi) e per questo hanno trasmesso gli atti a Roma. Sarà nella Capitale che potrebbe essere sancito il vincitore del lungo braccio di ferro ingaggiato da Intrieri contro i vertici dell’amministrazione regionale.

Il Tribunale di Catanzaro ha trasmesso tutti gli atti alla Corte costituzionale

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