Domenica, 18 Agosto 2019
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SANITA'

Infertilità, via libera al polo del Pugliese di Catanzaro: fermo da mesi per ritardi burocratici

di
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Ospedale Pugliese-Ciaccio

Dura la vita per una struttura pubblica che voglia fare in Calabria quello che è ancora monopolio dei privati. Porre fine, o quanto meno offrire un'alternativa nella sanità pubblica ai costosi viaggi della speranza di genitori disperatamente desiderosi di procreare, è un'impresa titanica nella Regione che ogni anno spende 320 milioni di euro per rimborsare alle strutture sanitarie del Nord le variegate prestazioni erogate ai calabresi.

Sforzi ciclopici e tempi biblici anche per attivare centro per la procreazione medicalmente assistita (Pma) inaugurato lo scorso 31 ottobre all'ospedale Pugliese-Ciaccio. Centottanta aspiranti genitori non hanno potuto accedere alla fecondazione assistita non perché il centro diretto dalla professoressa Roberta Venturella non fosse pronto o adeguatamente attrezzato. No. Mancava la relazione tecnica della commissione dell'Asp di Crotone, competente per l'accreditamento delle strutture che insistono sul territorio dell'Asp di Catanzaro. La commissione, sollecitata finanche dal presidente della Regione Mario Oliverio, ha trasmesso solo nei giorni scorsi all'Asp del Capoluogo l'esito favorevole dell'istruttoria.

Nel giro di poche ore la manager facente funzioni dell'Azienda sanitaria, Amalia De Luca, coadiuvata dal direttore amministrativo Elga Rizzo, ha portato a termine la procedura esprimendo parere favorevole all'accreditamento definitivo della struttura per la Procreazione medicalmente assistita di terzo livello (unica in Calabria) allocata nei locali ad hoc completamente rinnovati dell'Azienda ospedaliera Pugliese-Ciaccio. Ieri la firma della delibera, nella quale si prende pure atto dell'avvio, da parte del dg del Pugliese-Ciaccio Giuseppe Panella, delle procedure per l'acquisizione della certificazione di qualità della struttura. Trattandosi di una struttura pubblica non ci sarà bisogno di un decreto del commissario ad acta, che comunque potrebbe anche emanare un Dca di presa d'atto.

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