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IL CASO

Investirono su un diamante in banca, scoperto che il valore era di molto inferiore

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“Un diamante è per sempre” e, purtroppo, pure la fregatura quando la si prende. Si riapre nel Vibonese una nuova pagina dell'affaire diamanti che da “investimento rifugio” si sono rivelati un vero e proprio bidone per una coppia di coniugi che pensava di investire in modo sicuro parte dei propri risparmi e si ritrova oggi con una pietra preziosa il cui valore d'acquisto non va oltre gli ottomila euro (listino internazionale Rapaport) rispetto ai 30mila sborsati al momento dell'acquisto.

Una vicenda, riporta la Gazzetta del Sud in edicola, che risale al marzo del 2014 quando fu proposto l'acquisto del diamante, pietra con caratteristiche tra le migliori, ma il cui valore di acquisto, di fatto, era ed è molto minore rispetto alla cifra pagata. Una vicenda che ha visto come intermediaria la Banca Carime a cui la Diamond Love Bond si è affidata per la commercializzazione del prezioso prodotto.

Fatto sta che i due vibonesi si sono ritrovati a pagare 30mila euro una pietra preziosa che in realtà di euro ne valeva 8mila.

 

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