Venerdì, 06 Dicembre 2019
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IL CASO

Lamezia, mare "vietato" ai disabili: scatta la protesta

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Accesso al mare per le persone disabili, missione impossibile sul litorale lametino. La denuncia arriva dal Movimento territorio e lavoro che, tramite il segretario Luigi Villella, evidenzia la forte criticità. “All’inizio dell’attuale stagione estiva – sottolinea l’esponente di Mtl - abbiamo fatto notare che nulla era stato fatto per l’accesso al mare per i disabili e per gli anziani. Abbiamo ribadito che forse una passerella avrebbe agevolato l’accesso sulla spiaggia anche per chi ha difficoltà a deambulare”.

Villella tiene a rimarcare che è stato proprio il movimento, in vista della stagione balneare, a sollecitare che le passerelle andassero sostituite con quelle oramai rotte e non idonee per la sicurezza dei ‘meno fortunati’.

La nuova passerella l’abbiamo vista montare in questi giorni – commenta Villella – e francamente ci sembra una presa in giro”. L’esponente di Mtl descrive la passatoia come “una fila di strisce disconnesse e differenti l’una dall’altra, specie nei pressi del lungomare Falcone-Borsellino; in alcuni punti le assi sono semplicemente appoggiate sulla sabbia e partono già a buona metà dell’arenile. Un percorso – incalza Villella - che non si può iniziare e che non è possibile finire. Pedane rotte e per di più troppo piccole per poterci camminare con una carrozzina per disabili”.

Per l’attivista del movimento la passatoia piazzata sull’arenile non può che definirsi “la passerella della vergogna”. “Vergogna per chi se la trova davanti, vergogna per chi l’ha pensata e per chi si è prestato a posarla, vista la sua finalità – commenta amaramente Villella – Questa è una profonda offesa per chi la disabilità la vive sulla propria pelle e vorrebbe non pensare di essere una persona ‘meno fortunata’ degli altri. A nome del movimento, viene quindi chiesto che “si tolga quell’indecenza dalla spiaggia. Indecenza per i lametini sicuramente molto più sensibili, alle esigenze di chi ha tutto il diritto di raggiungere il mare nonostante le proprie difficoltà. Infine – conclude Villella - sarebbe bello scoprire che ci siamo sbagliati e che magari da domani compaia una passerella degna di questo nome”.

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