Domenica, 20 Ottobre 2019
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L'INCHIESTA

Intimidazioni a chi non si piega, in periferia di Catanzaro case popolari nel caos

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La serratura dell’auto forzata, pochi danni all’interno dell’abitacolo e la sensazione strisciante di sentirsi inermi dinnanzi ad un fenomeno che, nella solitudine di un quartiere ad altissimo tasso criminale, non è possibile arrestare. Non da soli almeno dal momento che ogni appello o richiesta di aiuto cade puntualmente nel vuoto. È una domenica mattina al sapore di impotenza quella vissuta da un residente di viale Isonzo, riconsegnato al silenzio schiacciante imposto in un rione in cui persino le forze dell’ordine faticano a mettere piede senza il rischio di essere minacciati e a volte anche pestati.

Nel quartiere a Sud della città capoluogo deve continuare a regnare la legge del più forte, il chiaro messaggio dai contorni intimidatori è stato recapitato nella notte al residente che aveva solo osato sollevare il velo dell’omertà che comprime i palazzoni popolari di proprietà dell’Aterp. Proprio all’ente che gestisce il vasto patrimonio immobiliare pubblico, il cittadino aveva provato più volte a rivolgersi nel tentativo di segnalare il danneggiamento e l’occupazione abusiva di alcuni appartamenti, rimasti disabitati dopo che i legittimi assegnatari avevano lasciato il quartiere a gambe levate. Ed è, infatti, nel complice vuoto istituzionale che la protervia criminale si radica e rafforza. La risposta della pubblica amministrazione, pur lesa dai danneggiamenti e dalle occupazioni abusive, non si è fatta trovare. È, invece, arrivato puntuale l’avvertimento di chi nel quartiere è determinato ad imporre le sue regole, legittimato da istituzioni che in coscienza abdicano alle proprie responsabilità. Oggi il residente avrebbe, infatti, raggiunto la sede dell’Aterp, determinato a denunciare ciò che già la scorsa settimana aveva segnalato all’ufficio case popolari di Palazzo De Nobili: la puntuale aggressione degli immobili popolari da parte di alcuni cittadini di etnia rom che introdottisi negli alloggi disabitati vi si stavano insediando.

La segnalazione, solo verbale, al settore Politiche sociali del Comune non aveva sortito alcun effetto e per questa ragione nella giornata di oggi il residente si sarebbe recato negli uffici dell’agenzia che gestisce la residenzialità pubblica se non fosse stato raggiunto prima da un avvertimento. I cilindretti della portiera dell’auto parcheggiata sotto casa rotti e pochi danneggiamenti all’interno dell’abitacolo hanno, infatti, immediatamente dissuaso il cittadino a proseguire sulla strada della richiesta di legalità. Il mezzo sarebbe potuto facilmente esser portato via e, invece, è stato lasciato sotto le finestre di casa come un sinistro monito della sfrontatezza che attraversa il quartiere. La consapevolezza tangibile di essere nelle mani di un gruppo di criminali mentre le istituzioni si voltano dall’altra parte, è il veleno che intorpidisce le coscienze e le consegna alla rassegnazione dell’immutabilità delle cose.

Tutti gli interventi caduti nel vuoto

Neppure cemento e mattoni si sono, infine, dimostrati un buon deterrente contro la dilagante pratica dell’occupazione abusiva degli alloggi popolari. Una piaga difficile da estirpare e, da quanto si evince dagli ultimi episodi, anche da contenere dal momento che murare gli appartamenti si è, purtroppo, rivelata una soluzione tutt’altro che risolutiva.

Soltanto qualche mese fa l’Aterp, ente gestore del patrimonio residenziale pubblico, aveva infatti individuato questo come unico espediente rimasto al fine di contrastare il fenomeno dell’occupazione degli appartamenti popolari in viale Isonzo. Pochi quelli ancora non assegnati in un angolo di città tra le meno attrattive proprio a causa della difficile convivenza con i residenti di etnia rom.

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