Giovedì, 05 Dicembre 2019
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LA PROTESTA

Capistrano, no alle pale eoliche nel bosco di faggi

di
Catanzaro, Calabria, Cronaca
Le prove della banda di Capistrano nel bosco

L'allarme di una imminente "decapitazione ambientale" dell'area di Monte Coppari (con la vetta di 961 metri sul livello del mare ricadente in territorio di Capistrano) è stato lanciato da Kalabria Trekking, secondo la quale sarebbero stati già "mappati molti faggi dai tecnici autorizzati dalla Regione Calabria per dare spazio all'installazione di pale eoliche".

La vasta area boschiva interesserebbe, secondo Kalabria Trekking, le secolari faggete di Capistrano, Monterosso Calabro, Polia e San Vito Ionio. "Un'area - asserisce Kalabria Trekking- conosciuta come una delle faggete più belle e spettacolari della Calabria che da alcuni anni è attraversata dal sentiero del Calabria Coast to Coast per le straordinari bellezze naturali, paesaggistiche e forestali che offre in tutte le stagioni".

Per Kalabria Trekking si tratta "di un luogo magico, di una delle aree naturalistiche più importanti dell'intera Regione che i nostri governanti regionali non hanno ancora capito quale importante volano economico possa avere quello del turismo ecosostenibile con la valorizzazione di ogni area interna" preannuniando un'opposizione, con ogni mezzo lecito, "a questo assurdo progetto che, guarda caso, silenziosamente ha cominciato a muoversi dopo un lungo letargo".

Il sindaco di Capistrano, Mario Martino ha assicurato ancora una volta i cittadini, e non solo, di non avere mai dato nessuna autorizzazione e di non consentire ad alcuno di deturpare il meraviglioso patrimonio forestale che sta tanto a cuore alla collettività e dove anche il complesso bandistico di Capistrano, in estate, effettua le prove concertistiche.

La distruzione di migliaia di faggi per dare posto a pale eoliche con annesse strutture potrebbe causare anche irreparabili danni idrogeologici che in parte si sono verificati, ad esempio, con l'alluvione dell'ottobre 2018 che causò frane, smottamenti, esondazione di fiumi e torrenti e distrusse anche la strada di accesso alla faggeta tanto da non essere ancora raggiungibile. Lo potrà essere, dopo i lavori di rispristino finanziati in 500 mila euro dalla Regione Calabria e già appaltati dal Comune.

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