Lunedì, 06 Aprile 2020
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L'EMERGENZA

Coronavirus, emesse a Pizzo 18 ordinanze di quarantena obbligatoria

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Ad oggi a Pizzo sono state emesse 18 ordinanze di quarantena obbligatoria (una trasgredita per andare a “passeggiare” e per la quale è scattata una denuncia) e 43 comunicazioni a persone in quarantena volontaria. A controllare il tutto sono gli agenti di Polizia locale continuamente compulsati dal commissario straordinario Antonio Reppucci. Anche ieri in città c’era “movimento” perché non tutti hanno preso consapevolezza dell’importanza di uscire da casa esclusivamente se strettamente necessario. Non è soltanto questione di buonsenso e di civiltà.

E lo urla forte anche il direttore del Csv di Vibo, Maurizio Greco. "Non bastano gli inviti dei sindaci - sostiene - contro il pericolo Coronavirus. Non bastano gli appelli alla responsabilità dei personaggi famosi e nemmeno notizie e immagini scioccanti come quelle che provengono da Bergamo e Brescia. Non basta la consapevolezza che chi muore di Covid-19 muore da solo, senza nemmeno il conforto di un ultimo saluto ai propri cari. Non basta sapere che, anche se si ha la fortuna di portare a casa la pelle e di non avere nemmeno un sintomo, si può essere killer involontari del proprio vicino di casa, del proprio coniuge, dei propri genitori, dei propri figli. Non basta nemmeno la strategia della positività: invece che mettere solo divieti, si è provato a far presente che di fronte a blocchi rispettati seriamente (come a Codogno e prima ancora a Wuhan), la curva dei nuovi contagi si è fermata. Non basta, soprattutto, un decreto come quello in vigore, che pur essendo molto restrittivo rispetto alle libertà costituzionali ha lasciato la facoltà di praticare sport all’aria aperta. Mi spiace dire che noi Pizzitani, non abbiamo utilizzato granché bene questa libertà, fino ad oggi".

C’è ancora troppa gente in giro e non solo per impellenti necessità di lavoro o sussistenza. "Certo, se andiamo a fare la spesa tre volte al giorno, se con la scusa dei bisogni del cane facciamo il giro del quartiere e se non capiamo che la salutare corsetta all’aria aperta sarà pure permessa dal decreto, ma se la facciamo tutti insieme è come giocare alla roulette russa per vedere chi è più fortunato, siamo diventati il paese dello jogging...tutti salutisti ma fino all'altro giorno, tutti a poltrire sulle porte dei bar. Mi pare inevitabile che questa facoltà, venga eliminata da una rapida correzione del decreto, come peraltro anticipato dal ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, ma temo che nemmeno questo basti. A fronte di oltre 44mila denunce per uscite da casa irregolari, in una sola settimana. A fronte dei gruppi che si radunano al bar per giocare a carte, per fare delle passeggiate sulla Nazionale o semplicemente per chiacchierare sulle panchine, urgono misure estreme. Che si tratti di sottovalutazione del problema o, più probabilmente, di rimozione psicologica collettiva di un nemico che genera troppa angoscia, in quanto invisibile, occorre correre ai ripari".

Da qui l’appello ad una presa di coscienza ma soprattutto Greco invoca la presenza dei militari a presidio del territorio, per far rispettare le norme che possono salvare la vita e l’economia. "Il pericolo è reale sebbene non tangibile, e le potenziali conseguenze disastrose. Per provare a fermare il disastro sanitario, al quale farà seguito quello economico, non c’è altra strada. In campo le Forze armate, per ripristinare ordine e disciplina".

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