Mercoledì, 23 Settembre 2020
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EMERGENZA CORONAVIRUS

Crotone, la Camera penale chiede l'ammissione dei praticanti avvocato alla prova orale

I tanti aspetti di un'emergenza che investe in pieno anche migliaia di giovani praticanti avvocato. Una problematica di cui si fanno portavoce il presidente e il consiglio direttivo della Camera penale della città pitagorica i quali sollecitano l'ammissione alla prova orale, senza aspettare la correzione degli elaborati di quella scritta, dei candidati all'esame di avvocato della sessione 2019/2020.

Una richiesta che il presidente della Camera penale crotonese Aldo Truncè e il direttivo inviano al Consiglio nazionale forense, all'Organismo congressuale forense, al ministro della Giustizia e al presidente del Consiglio dei ministri, invitandoli a intraprendere "ogni incisiva azione affinchè ognuno per le proprie competenze, possa giungere a determinazioni volte a rendere efficace la proposta di ammissione alla prova orale dei candidati all’esame di avvocato"  senza attendere la correzione degli elaborati. Prova che è stata sostenuta a dicembre del 2019, mentre le correzioni dei compiti sono bloccate allo scorso febbraio.

"Le conseguenze socio economiche della pandemia interessano l’avvocatura tutta - evidenziano nella richiesta il presidente Truncè e i componenti del direttivo della Camera penale -  non esclusi i praticanti avvocati, che vivono in una maggiore incertezza.
Nello scorso dicembre 2019 migliaia di praticanti avvocati, concluso il tirocinio formativo, hanno sostenuto la prova scritta".

"Le correzioni dei compiti sono rimaste bloccate al mese di febbraio, né si conoscono notizie in merito a tempi e modalità con cui ripartirà il lavoro dei commissari d’esame, che devono riunirsi collegialmente, facendo dunque slittare a data da destinarsi l’ostensione dell’esito delle prove scritte, che generalmente avviene nel mese di giugno, ma che, per l’anno in corso, potrebbe slittare a data prossima all’indizione del nuovo concorso di esami per l’abilitazione. Il rischio della paralisi professionale per i giovani colleghi che aspirano ad accedere all’universo forense è più che concreto e si aggiunge all’incertezza collettiva sulle sorti lavorative di ciascuno di essi".

 

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