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Truffa aggravata per i lavori nel sito archeologico di Zungri, sequestro e sette denunce - I NOMI

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Al centro dell’inchiesta di Procura e Gdf il recupero e la valorizzazione dell'area degli “Sbariati”
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Il sito archeologico degli “Sbariati” a Zungri

Mezzi, materiali e tecniche diversi da quelli previsti, nonché stati di avanzamento dei lavori in misura minore rispetto a quella certificata. Sono gli elementi della truffa che sarebbe stata compiuta per i lavori di recupero e valorizzazione di uno dei siti archeologici più visitati nel Vibonese, ovvero dell’insediamento rupestre di Zungri, noto come le “Grotte degli Sbariati”. Truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, infatti, è il reato ipotizzato nei confronti del legale rappresentante di un’impresa di costruzioni di Filadelfia – padre dell’ex presidente della Provincia di Vibo, Francesco De Nisi – aggiudicataria dell’appalto, nonché di funzionari pubblici, tra i quali il sindaco pro tempore e attuale primo cittadino del centro dell’altopiano del Poro, che sono stati tutti denunciati.

Gli indagati

In particolare per truffa aggravata sono indagati Tommaso De Nisi, 74 anni di Filadelfia (rappresentante legale dell’omonima ditta, capogruppo mandataria di un’Ati con sede a Prato) al quale è stato anche notificato un decreto di sequestro preventivo per equivalente di 85mila 255 euro, cioè il 24,52% dell’importo totale di 347mila 592 euro, essendo state accertate dalla Guardia di finanza differenze sui materiali forniti per quella somma. Indagato anche il sindaco di Zungri Francesco Galati, 55 anni del luogo, nonchè l’assessore Nicola Pugliese, 47 anni di Zungri il quale ha svolto le funzioni di Rup dall’1 luglio del 2015 al 3 agosto 2015. Tra gli indagati, inoltre: Giacomo Cichello, 72 anni di Zungri, in qualità di Rup dall’1 settembre 2014 al 30 giugno 2015; Anna De Luca, 51 anni di Tropea, direttore dei lavori; Pietro Ferraro, 49 anni di Rombiolo, responsabile dell’Ufficio tecnico del Comune di Zungri e Rup dal 4 agosto 2015 a oggi; Alessandro Mangone, 52 anni, di Stefanaconi ma residente a Bivona, collaudatore dell’opera.

Leggi l'articolo completo sull'edizione cartacea di Gazzetta del Sud - Catanzaro

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