Domenica, 28 Novembre 2021
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LA VERTENZA

Sant'Anna Hospital di Catanzaro, appello per un confronto sulla crisi

«Nonostante siano state ottemperate tutte le prescrizioni richieste delle competenti commissioni, e nonostante siano state effettuate decine di richieste di incontro, a tutt’oggi assistiamo a riunioni della struttura commissariale con i sindacati, evitando ogni confronto con il nuovo consiglio di amministrazione dell’azienda»
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La protesta dei lavoratori del Sant'Anna Hospital di Catanzaro

Un appello pubblico per un urgente incontro “istituzionale” al fine di poter praticare un confronto sulle motivazioni che stanno alimentando la crisi irreversibile del Sant’Anna Hospital è stato lanciato dal presidente del Cda, Giovanni Parisi, e dal direttore della struttura sanitaria di Catanzaro, Soccorso Capomolla, al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al Ministro della Salute, Roberto Speranza, al viceministro della Salute, Sileri, al presidente facente funzioni della Regione Calabria, Antonino Spirlì, al commissario ad acta della sanità della Regione Calabria, Guido Longo, al direttore generale del Dipartimento della Salute, Francesco Bevere, alla struttura commissariale dell'ASP di Catanzaro, Luisa Latella, Carmelo Musolino e Salvatore Gullì, al direttore sanitario Ilario Lazzaro, e a tutta la deputazione parlamentare calabrese.

«A seguito dell’attuale difficile fase gestionale del Sant’Anna hospital - hanno scritto Parisi e Capomolla - e di un corto circuito istituzionale sulla catena delle responsabilità decisionali, vigilia di Natale è stato ordinato dall’Azienda Sanitaria Provinciale di Catanzaro che “il Sant’Anna Hospital di Catanzaro non potrà erogare prestazioni con onere a carico del servizio Sanitario Regionale. Tale decisione, irrituale in termini di contenuti (Poiché non sono intervenute, ancora, le condizioni previste dall’art 9 di cui alla legge n. 24 del 2008 per la sospensione ad oras dell’autorizzazione all’esercizio,) e forma (non è stato emesso decreto di revoca formale dell’accreditamento da parte del dirigente generale del Dipartimento della Regione Calabria) ha creato una grave condizione di rischio sulla Sanità Pubblica, soprattutto in questa fase di crisi della sanità ed emergenza pandemica  con l’interruzione di un servizio di pubblica Utilità.  Il TAR regionale riconoscendo tale distorsione ha annullato il provvedimento dell’ASP riattivando l’accreditamento del Sant’Anna Hospital. Tuttavia, permane il blocco delle attività a causa della mancanza di liquidità conseguente ai mancati ristori delle prestazioni legittimamente ed appropriatamente erogate per il 2020. Nessuna comunicazione istituzionale è pervenuta alla Direzione dopo la sentenza del TAR Calabria.  In questo mese di inattività, circa 300 procedure sono state bloccante condizionando un aumento della mobilità passiva e disagio al caregivers. Nonostante siano state ottemperate tutte le prescrizioni richieste delle competenti commissioni, e nonostante siano state effettuate decine di richieste di incontro, a tutt’oggi assistiamo a riunioni della struttura commissariale con i sindacati, evitando ogni confronto con il nuovo consiglio di amministrazione dell’azienda».

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