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L'UDIENZA

'Ndrangheta, processo Scott-Rinascita, slitta l'escussione del "pentito" Spatuzza

Il procuratore Gratteri: «Si sta cercando di diluire il processo, di perdere tempo»
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L'aula bunker di Lamezia Terme dove si sta celebrando il processo Scott-Rinascita

È stata rinviata al 22 febbraio prossimo l’escussione del collaboratore di giustizia Gaspare Spatuzza, l’ex boss di Brancaccio, nel processo Scott-Rinascita in corso nell’aula bunker di Lamezia Terme. Il rinvio si è reso necessario per il protrarsi della testimonianza di un altro collaboratore di giustizia, Giuseppe Comito, andata avanti dalle 12.30 alle 18.30. E proprio la lunghezza della sua deposizione (tre ore per il controesame) e il ritardato inizio dovuto alla presentazione di alcune eccezioni da parte delle difesa, è stata sottolineata dal procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri e dal pm della Dda in udienza Annamaria Frustaci. «Si sta cercando di diluire il processo - ha detto Gratteri intervenendo in aula - di perdere tempo. Noto sempre le stesse eccezioni poste sempre dalle stesse parti». La pm, invece, è intervenuta sull'utilità di alcune domande fatte nel controesame «meramente reiterative, senza alcun approfondimento». Lo stesso presidente del collegio, Brigida Cavasino ha invitato uno dei difensori a non reiterare sempre le stesse domande. In precedenza Comito, collaboratore di giustizia dal luglio 2019, reo confesso dell’omicidio di Francesco Scrugli nel 2011, ha riferito dei rapporti tra l’ex assessore regionale al Turismo Francescantonio Stillitani e suo fratello Emanuele (imputati nel processo "Imponimento" per concorso esterno in associazione mafiosa), proprietari dei villaggi turistici Garden Club e Garden Resort a Pizzo, e le cosche vibonesi. Il collaboratore, in particolare, ha riferito che nei villaggi, pur non avendo alcun ruolo, a dettare legge era Nino Accorinti, legato al boss Pantaleone Mancuso. (ANSA).

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