Lunedì, 08 Marzo 2021
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IL CASO

Carlopoli è covid free, ma manca il medico di base: 950 pazienti senza assistenza

La denuncia del sindaco che chiede a salvaguardia delle piccole comunità, una norma di tutela che, derogando dalle norme generali, consente di procedere alla nomina del medico

Mentre a Lamezia e nell'hinterland, infatti, quasi quotidianamente si dà notizia di nuovi casi di soggetti risultati positivi al Coronavirus, nei giorni scorsi il dipartimento di prevenzione dell'Asp ha comunicato che i tamponi effettuati, attribuibili ad abitanti del comune di Carlopoli guidato dal sindaco Emanuela Talarico, sono risultati negativi: «Care concittadine, cari concittadini – hanno scritto gli amministratori – la notizia che si aspettava da giorni è arrivata oggi: il Comune di Carlopoli ha azzerato la curva dei contagi e ritorna Covid-free. Le persone risultate positive sono finalmente guarite. Per la nostra comunità oggi può essere un nuovo inizio. Un nuovo inizio che deve necessariamente passare dalla prudenza e dalla responsabilità che tutti dobbiamo adottare nei prossimi mesi, così come abbiamo fatto fino ad oggi». Un futuro a cui si può guardare con ottimismo solo pensando ai vaccini che, seppur con lentezza, vengono somministrati quotidianamente in tutta Italia e che sembrano essere, ad oggi, l'unico barlume di luce in fondo al tunnel dell'emergenza pandemica: «Il vaccino rappresenta la nostra più grande speranza – hanno tenuto a rimarcare – ma in questo momento più che mai dobbiamo continuare a rispettare le regole e, uniti, saremo più forti».

Intanto però, proprio dalla cittadina in provincia di Catanzaro giunge un appello accorato, inviato alla commissione prefettizia che guida l’Asp di Catanzaro, con cui sempre il sindaco  Talarico, ha denunciato «la situazione di estremo disagio sociale e sanitario che incide attualmente la vita dei miei Concittadini, con l’auspicio che la Commissione Prefettizia voglia prontamente intervenire per ripristinare l’efficace erogazione delle cure primarie e di continuità assistenziale».

Il problema è allarmante: manca il medico di base che serve Carlopoli e i centri vicini: «Dal 23 febbraio - spiega il sindaco verrà collocato in quiescenza il medico di assistenza primaria che ha curato la nostra popolazione per 35 anni. Verranno lasciati senza assistenza sanitaria diretta circa 950 pazienti ivi residenti - che evidenzia come - l’interazione immediata con la dirigenza sanitaria del Distretto di Lamezia Terme, al fine di ottenere l’apertura di un altro ambulatorio sul territorio da parte di altri Medici appartenenti all’Ambito di scelta del Reventino, non ha prodotto alcun effetto, rimanendo gravemente inascoltata. Centinaia di persone, dalla prossima settimana rimarranno prive di assistenza da parte del medico di base e ciò provocherà grave nocumento specialmente ora, difatti, in seguito all’emergenza epidemiologica in atto come è noto, a breve avranno inizio le vaccinazioni degli ultra ottantenni. Chi supporterà e sosterrà la popolazione dal punto di vista sanitario?».

La Talarico aggiunge: «chi trasmetterà all’ASP competente i nominativi dei soggetti rientranti in tale fascia d’età ed i relativi numeri di telefono? Chi provvederà a indicare l’esatto numero dei soggetti che hanno intenzione di farsi vaccinare, prestando il proprio consenso? Il paese di cui sono Sindaco è abitato da persone per lo più anziane, tante delle quali vivono da sole e, quindi, in difficoltà per gli spostamenti, anche considerando l’orografia del territorio, interamente montano, con viabilità carente e senza mezzi pubblici di trasporto che possano garantire l’accesso ai servizi sanitari dislocati presso altri Comuni limitrofi. In tali condizioni non provvedere alla nomina di un sostituto significherebbe generare difficoltà e mancanza di equità nell’accesso alle cure. Tale stato di cose cagionerà grave danno all’intera comunità, difatti, tanti cittadini, che hanno bisogno urgente di medicinali per i quali è richiesta la prescrizione, non sapranno dalla prossima settimana a chi rivolgersi».

Per questo ha chiesto «in forza dell’art.12 comma 12.1 lettera e) dell’Accordo Integrativo Regionale (AIR) per la Medicina generale che prevede, proprio a salvaguardia delle piccole comunità, una norma di tutela che, derogando dalle norme generali, consente di procedere alla nomina del richiesto sanitario, che venga riconosciuta l’esigenza di tutela sanitaria immediata di una parte significativa della popolazione attraverso l’immediata nomina di un medico sostituto che garantisca la continuità assistenziale sanitaria sul territorio. Non possiamo restare in attesa della pubblicazione della zona carente che avverrà, se tutto va bene, tra qualche mese».

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