Mercoledì, 27 Ottobre 2021
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LA POLEMICA

Vibo tra frane e dissesto, i “grillini” alzano la voce

La questione delle infrastrutture tiene banco a Vibo Valentia. Il consigliere del Movimento 5 Stelle, Domenico Santoro analizza la situazione delicata: «L’alluvione del 2006 aveva dimostrato che le infrastrutture viarie di questo territorio sono funzionali solo al sottosviluppo attuale e la frana odierna sulla statale 18 ne è un evidente risultato dell’arretratezza infrastrutturale di cui tutti i cittadini e soprattutto i politici devono prenderne atto. Da tempo l’Anas conosce le deficienze di questa strada, ma non ha messo in cantiere nemmeno la sua riprogettazione. Voglio ricordare che ben 11 interventi post alluvione ancora oggi sono in corso (Comune – Provincia), ma non completati e che tre attraversamenti della ferrovia sono bloccati dalla Provincia ed inoltre altri 11 milioni sono ancora da spendere e non si sa chi abbia questi soldi. Con il ministro Toninelli del M5S eravamo andati molto vicino al finanziamento dell’ammodernamento di questo tratto di Statale 18, ma dopo il cambio ministeriale tutto si è fermato nonostante l’evidenza dell’urgenza di rifare questa arteria, dagli indici tecnici, curvatura – inclinazione estremamente obsoleti e perfino pericolosi».

L'appello

«Il M5S, nonostante sia di opposizione, tiene molto a questo territorio», prosegue Santoro, «e prova ne è la misura dell’ultima finanziaria che potrà portare quasi 15 milioni alle casse del Comune, ma a questo punto anche gli altri partiti ora devono fare la loro parte. Stante la situazione invito questa Commissione a non fermarsi alla problematica della singola frana attuale e nemmeno alle bieche alternative fatte balenare in questi giorni, da tecnici e politici che hanno fallito nella loro passata opera amministrativa, ma a richiedere invece con forza un investimento Statale. Un intervento Anas che faccia diventare questa strada degna di un territorio moderno. Accontentarsi di riportare lo status quo precedente significa rifare l’errore dell’Amministrazione dopo l’alluvione del 2006, ovvero di riportare la situazione alla precedente funzionalità di scarso livello e di sottosviluppo senza innovare verso la qualità».

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