Lunedì, 20 Settembre 2021
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IN TRIBUNALE

Lamezia, rigettate accuse su incompatibilità di Pegna: "Conclusa una vicenda squallida"

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Ruggero Pegna

Dopo mesi di attesa, è arrivata la sentenza del Tribunale di Lamezia Terme in merito alla richiesta di Vincenzino Ruberto, candidato al Consiglio Comunale e non eletto, di ottenere la declaratoria di decadenza e/o di incompatibilità del consigliere Ruggero Pegna, candidato a sindaco del centro-destra e giunto al ballottaggio con Paolo Mascaro. A darne notizia è lo stesso Pegna:

"Finalmente si conclude una squallida vicenda che, mio malgrado, mi ha visto coinvolto. Il Tribunale di Lamezia Terme ha oggi posto fine al maldestro e disperato tentativo del signor Vincenzino Ruberto, assistito dall’avvocato Pasqualino Scaramuzzino, di sovvertire il risultato elettorale, al solo scopo di poter prendere il mio posto in Consiglio Comunale".

"In contrasto ad ogni principio di correttezza - ha proseguito Pegna - e ad ogni benchè minimo senso di etica politica, essendo peraltro un sostenitore della mia candidatura a sindaco, incluso in una delle liste a mio sostegno, il signor Ruberto ha chiesto la mia incompatibilità diffondendo false notizie su mie presunte posizioni debitorie e mie false dichiarazioni.

Il Tribunale, sebbene abbia dichiarato cessata la materia del contendere, in quanto l’intero Consiglio comunale è già decaduto per la nota sentenza del Tar legata ad irregolarità nelle operazioni elettorali, ha ritenuto tuttavia doveroso entrare nel merito dei fatti contestati, rigettando tutte le argomentazioni prospettate dal signor Ruberto in merito alla mia presunta incompatibilità, scrivendo altresì testualmente: “Va rilevato che le ragioni poste dal Ruberto a fondamento dei ricorsi sarebbero state verosimilmente rigettate”.

Nelle varie pagine della sentenza si ribadisce, infatti, l’insussitenza di alcuna mia posizione debitoria, né di alcuna mia falsa dichiarazione, né ancora di altra causa di incompatibilità o decadenza, dichiarando pertanto la piena soccombenza del Ruberto, precisando tassativamente: “Le domande del Ruberto, in ogni caso, non avrebbero trovato verosimilmente accoglimento per i motivi illustrati, sicchè il ricorrente può essere considerato soccombente virtuale”.

Esprimendo piena soddisfazione per una sentenza chiara e inequivocabile, che mi ripaga per le autentiche calunnie ricevute, mi riservo di valutare con il mio avvocato Tiziano Lio, che ringrazio, ogni ulteriore azione in merito a quanto ingiustamente subito.

Concludo con l’auspicio che la politica di questa città possa liberarsi di figure che da anni ne impediscono crescita e sviluppo e ne ledono anche l’immagine, pensando esclusivamente ad interessi personali e al proprio tornaconto, piuttosto che al vero bene comune".

© Riproduzione riservata

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