Martedì, 15 Giugno 2021
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Caos pontili al porto di Catanzaro, "danni incalcolabili"

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Vertice interlocutorio al Comune con le associazioni che riuniscono diportisti e operatori
pontili porto catanzaro, Catanzaro, Cronaca
L’incontro tra associazioni e amministrazione a Palazzo De Nobili sui pontili del porto

Uno stallo che colpisce almeno trecento diportisti e diverse centinaia di lavoratori, tra servizi diretti e indotto, con ripercussioni sull’intera economia cittadina. La situazione del porto del quartiere marinaro monta di giorno in giorno, con uno scenario ormai bloccato e che potrebbe giungere a un possibile punto di svolta il prossimo 1° luglio, quando il Consiglio di Stato si pronuncerà sul ricorso della Navylos srl, la società proprietaria dei pontili attualmente sotto sequestro perché ritenuti privi delle prescritte certificazioni, che ha chiesto di riformare la sentenza con la quale il Tar ha respinto la propria istanza di proroga al 2033 della concessione. Di fatto si incrociano giustizia penale e amministrativa, con un bando pubblico per la nuova concessione già espletato e impossibile da eseguire se prima non verranno rimossi i pontili sequestrati. Un’operazione per la quale il Comune aveva anche posto un ultimatum alla Navylos, concedendole dieci giorni per rimuoverli. Azione vanificata dal decreto del Consiglio di Stato che ha di fatto sospeso ogni procedura, senza ovviamente influire sull’inchiesta penale parallela. Il sequestro e l’inutilizzabilità, infatti, restano. E ieri disagi e lamentele sono venuti fuori con forza nel corso dell’incontro a Palazzo De Nobili tra il sindaco Sergio Abramo, l’assessore al Patrimonio Alessandra Lobello, i dirigenti che stanno seguendo la questione, Giovanni Laganà e Antonio Ferraiolo, e i rappresentanti delle associazioni “Porto aperto Catanzaro” e “Amici del porto di Catanzaro”. Dal confronto è emersa l’amarezza degli operatori per una situazione che «penalizza tutti» ha affermato il presidente della “Porto aperto” Danilo Terranova che ha sottolineato come ormai non resti che attendere la pronuncia del Consiglio di Stato l’1 luglio: «Noi siamo anche disponibili a sviluppare piani di collaborazione e proposte ma senza la pronuncia del Consiglio di Stato è tutto in stand-by».

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