Mercoledì, 29 Settembre 2021
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CASSAZIONE

Crotone, cosche contrapposte e omicidi. Non regge l’aggravante mafiosa

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In precedenza la Suprema Corte aveva condannato all’ergastolo il boss Nicolino Grande Aracri, Salvatore Nicoscia e Vito Martino
Catanzaro, Cronaca
Corte di Cassazione

La contestazione dell’aggravante mafiosa per gli omicidi del processo “Scacco matto” non è stata adeguatamente specificata dalla pubblica accusa. Al contrario, tale addebito ha trovato spazio solo nell’espressione «esecuzione del programma delittuoso dell'associazione». Per questo, lo scorso 25 maggio la Cassazione, nel confermare l'ergastolo non ostativo a carico del boss di Cutro Nicolino Grande Aracri (62 anni) e dei due capi bastone, Vito Martino (51, Cutro) e Salvatore Nicoscia (49, Isola Capo Rizzuto), ha escluso l’aggravante prevista dall’articolo 416 bis, comma 1, del codice penale nei confronti dei tre imputati coinvolti nel terzo grado del filone omicidi del procedimento scaturito dall’inchiesta “Scacco matto”. E’ quanto si legge nelle motivazione della sentenza con la quale la Suprema Corte quattro mesi fa ha messo la parola fine sulle responsabilità della lunga scia di morti che tra il 1999 e 2000 insanguinò la provincia di Crotone. Due duplici omicidi, due casi di lupara bianca e l’agguato mortale ad Antonio Simbari: di questo dovevano originariamente rispondere Grande Aracri, Martino e Nicoscia. Da un lato c’è la guerra di mafia che “Mani i gumma” scatenò contro la famiglia dei Dragone, per garantirsi, attraverso l'eliminazione fisica dei nemici, l’egemonia assoluta della cosca cutrese. Dall’altro, il conflitto che vide contrapporsi a Isola Capo Rizzuto il clan degli Arena (alleato dei Dragone) contro la ’ndrina dei Nicoscia (spalleggiata da Grande Aracri). E così, gli ermellini della quinta sezione hanno ribadito il “fine pena mai” per il boss di Cutro per la morte di Raffaele Dragone e Tommaso De Mare (uccisi a Santa Severina il 31 agosto 1999) e per i due casi di lupara bianca (Antonio Macrì e Rosario Sorrentino, scomparsi rispettivamente il 21 aprile 2000 e il 16 agosto 2000). Invece, Grande Aracri è stato assolto per l’uccisione di Franco Arena e Francesco Scerbo e per il tentato omicidio di Pasquale Arena (2 marzo 2000 a Isola Capo Rizzuto).

L'articolo integrale potete leggerlo nell'edizione cartacea – Calabria

 

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