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Discarica a Dinami, continua la querelle tra il comitato civico e il sindaco Ciccone

Il sodalizio cittadino contro l’attacco del primo cittadino al consigliere regionale Francesco Pitaro

Il sindaco Gregorio Ciccone

Non si placa a Dinami la polemica innescata tra il Comitato civico cittadino e il sindaco, Gregorio Ciccone, la cui amministrazione comunale ha dato la disponibilità di un sito nel territorio comunale per la realizzazione di un impianto di trattamento rifiuti con annessa discarica.
Stavolta il comitato vuole prendere le dovute difese del consigliere regionale Francesco Pitaro, membro della Commissione ambiente pesantemente attaccato nei giorni scorsi dal primo cittadino per essere stato presente, “non gradito”, a una manifestazione sull’argomento nelle settimane scorse a Dinami e, successivamente, aver espletato il proprio ruolo convocando la commissione per discutere sulla opportunità dell’opera.

Parole pesanti che non sono passate inosservate e «appaiono evidenti aggettivazioni gratuite e maldestre – sottolineano -, usate al solo scopo di denigrare e offendere il consigliere Pitaro, il quale, insieme ad altri due consiglieri regionali, sta portando avanti una battaglia democratica e di legalità sull’iter procedurale nella valutazione d’impatto ambientale della discarica prevista a Dinami, che deve passare necessariamente per la Commissione ambiente, per come immaginato dal consigliere Pitaro».
Ciò che, a detta dei componenti il sodalizio, «ha dato fastidio al sindaco di Dinami, che non vede l’ora di rifilare un centro di raccolta di immondizie ai suoi concittadini».
Sarebbe questa la ragione per cui Gregorio Ciccone «non vuole ammettere che il consigliere Pitaro stia solo esercitando il suo legittimo ruolo di uomo delle istituzioni, scegliendo, in coerenza e convinzione, di dare sostegno al Comitato Civico Pro Dinami, che si oppone alla realizzazione dell’impianto». Quanto, poi, al sondaggio favorevole alla discarica che avrebbe realizzato il sindaco di Dinami, gli attivi cittadini parlano di «atteggiamento pressappochista» e si chiedono quali siano i criteri di conduzione dell’indagine, invitando il sindaco a mettersi l’animo in pace riflettere su ciò che dice, prima di “sbraitare” al vento, poiché «in questa materia il solo sondaggio che conta è il referendum consultivo».

In conclusione, pertanto, alcuni importanti consigli al primo cittadino, che dovrebbe piuttosto impegnarsi di più per «cercare di risolvere gli immani problemi in cui versa il comune (che fa acqua da tutte le parti) e quelli del territorio (senza aspettare che gli altri se facciano carico), cercando di seguire le migliori pratiche su come si gestisce un ente in linea con la modernità e guardando avanti e non indietro».

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