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Scarichi abusivi, emergenza infinita a Catanzaro

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Dopo i due ritrovamenti nel Corace torna l’allarme per la rete cittadina

«Il campione di acqua preso in esame presenta tutte le caratteristiche tipiche di liquame fognario non depurato», così scrivevano i tecnici dell’Asp dopo aver analizzato le acque di un canalone preposto alla raccolta delle acque meteoriche con scarico nel fiume Corace. Eravamo nel maggio del 2002, vent’anni dopo il torrente continua a essere utilizzato come una fogna a cielo aperto. A cavallo di Ferragosto è scattato di nuovo l’allarme quando dopo una prima segnalazione del consigliere comunale Eugenio Riccio sono emersi due scarichi abusivi non allacciati al depuratore. Nel primo caso l’Arpacal ha già accertato che si tratta di liquami fognari, per il secondo si attende l’esito delle analisi. La polizia municipale ha avviato le indagini e il numero degli scarichi sospetti sembra destinato a salire. Secondo gli ultimi dati disponibili quasi un terzo degli abitanti della città, dislocati in diverse vie di quindici differenti quartieri, non ha un un allaccio fognario al depuratore. Il numero viene fuori da una relazione del 2018. Da allora a oggi però poco può essere cambiato. I nuovi collegamenti alla rete fognaria infatti erano previsti con la realizzazione del nuovo depuratore che avrebbe dovuto sostituire il vetusto impianto di località Verdello. Purtroppo il progetto è miseramente naufragato.

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