Mercoledì, 18 Maggio 2022
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L'OBIETTIVO

Catanzaro, ricostruire la Pineta di Siano. Incontro tra Comune, Calabria Verde ed Ordine Agronomi

Dopo gli incendi estivi, incontro a Palazzo de Nobili con il sindaco Abramo, il commissario di Calabria Verde, Oliva, ed il presidente dell'Ordine Agronomi e Forestali, Celi
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Giuseppe Oliva, Sergio Abramo e Antonio Celi

Ricostruire un bene da fruire in piena sicurezza, tutelando un patrimonio naturalistico di grande valore sociale per la città. E’ questo l’impegno condiviso dal sindaco Sergio Abramo, dal commissario di Calabria Verde, Giuseppe Oliva, e dal presidente dell’Ordine degli agronomi e forestali di Catanzaro, Antonio Celi, che si sono riuniti a Palazzo de Nobili per fare il punto sugli interventi da programmare per la Pineta di Siano dopo i danni causati dagli incendi estivi. Su 350 ettari di superficie boschiva di competenza di Calabria verde, poco più del 10% è stato distrutto dalle fiamme, gran parte dei quali erano comunque spazi non fruibili. Anche la maggioranza delle zone colpite dai roghi, non regolamentate dalla convenzione siglata da Comune e Calabria verde per la gestione dell’area, non sono normalmente raggiungibili dagli utenti.

“L’amministrazione non è ferma, devo ringraziare i tanti cittadini, i volontari, le associazioni che hanno mostrato grande disponibilità e attivismo per un bene di tutta la città. Ci stiamo confrontando con i diversi soggetti competenti, perché un intervento così complesso non si può improvvisare, bisogna andarci con i piedi di piombo”, ha detto il sindaco Abramo nel corso della riunione e nella successiva conferenza stampa.

“Si sta lavorando per un programma che permetta, nel tempo, di ripristinare il verde danneggiato dagli incendi, con l’ausilio di tecnici e competenze che devono orientare tutte le azioni da mettere in campo”, ha proseguito il sindaco. A tal proposito, il presidente Celi ha aggiunto che “in questa fase è necessario procedere con cautela, nel rispetto dei tempi dettati dalla natura. Uno studio sul campo permetterà di individuare gli alberi e le piante in stato di pericolo, da abbattere, ma anche quelli che possono essere recuperati in maniera naturale. Siamo a disposizione con l’obiettivo di ripristinare il polmone verde, favorendo le specie autoctone e maggiormente resilienti rispetto ai rischi di incendi”.

Il commissario Oliva ha rimarcato, inoltre, che “alcune specie pioniere, all’interno del complesso boscato, stanno dando i primi segnali di vita e per la prossima primavera potrà verificarsi una naturale ripresa vegetativa. Bisogna velocizzare la ricognizione degli interventi da progettare, ma ricordo che la Legge quadro dello Stato, numero 350, pone un limite di cinque anni per le opere di rimboschimento, fatti salvi interventi eccezionali, da autorizzare in deroga, nel caso di eventuali riflessi per la pubblica incolumità”.

Il commissario straordinario ha sottolineato che dei 350 ettari di superficie boschiva di competenza dell’Azienda in seguito ad una convenzione stilata con l’Amministrazione di Catanzaro negli anni passati, poco più del 10% è stato distrutto dalle fiamme, gran parte dei quali erano comunque spazi non fruibili. Anche la maggioranza delle zone colpite dai roghi, non regolamentate dalla convenzione siglata da Comune e Calabria verde per la gestione dell’area,non sono normalmente raggiungibili dagli utenti.

“Abbiamo già messo in atto un’attività ricognitiva del territorio interessato dagli incendi dello scorso mese di agosto attraverso un monitoraggio delle specie forestali interessate al fuoco. I nostri interventi – ha spiegato il commissario straordinario Oliva – sono prima di tutto finalizzati alla messa in sicurezza di questa area. Il ripristino sarà commisurato sulla base degli effetti causati dall’incendio sulle specie forestali: la parte dell’ingresso del Parco di Siano è caratterizzata da un rimboschimento fatto con il pino domestico a salvaguardia delle opere idrauliche, e ancora dobbiamo valutare i danni causati dal fuoco in termini di sicurezza e di stabilità delle stesse. In questa area dobbiamo rimuovere le piante instabili e favorire alla ripresa l’insediamento della specie indigena della macchia mediterranea. Mentre per quanto riguarda le specie più a monte, dovrà essere favorito l’insediamento della macchia mediterranea, come ad esempio la sughera, l’erica, il corbezzolo, il leccio che alla ripresa vegetativa - con lo sviluppo di nuovi polloni -garantiranno una nuova copertura vegetazionale”.

“Calabria Verde”, quindi, procede ricognizione puntuale del territorio in merito alle specie presenti sin dai giorni immediatamente successivi agli incendi che hanno interessato la pineta. “Al termine del monitoraggio avremo modo di osservare l’effetto del passaggio del fuoco alla vegetazione e su questo potremmo programmare le attività di risistemazione, ovviamente in questo periodo non è una fase stagionale appropriata né per fare una operazione – ha sottolineato ancora il commissario Oliva -. Dobbiamo velocizzare la ricognizione sugli interventi da progettare, ma ricordo che la Legge quadro dello Stato, la numero 350, pone un limite di cinque anni per le opere di rimboschimento, fatti salvi interventi eccezionali, da autorizzare in deroga, nel caso di eventuali riflessi per la pubblica incolumità”.

Il commissario straordinario ha risposto anche alle domande in merito alla presenza degli operai idraulico-forestali nel territorio della provincia di Catanzaro specificando che al momento sono in forze 19 unità impiegate in particolare tra il Parco della Biodiversità Mediterranea, il Parco “Li Comuni” e la Cittadella regionale. “Attualmente sono 3.000 gli operai che dipendono dall’Azienda, ai quali si aggiungono 1.627 uomini che lavorano per i Consorzi di bonifica e i 30 del Parco delle Serre. Noi – ha spiegato Oliva - ne avevamo in gestione 3.300 all'inizio dell’anno. Nel prossimo triennio andranno in pensione 1.000 persone. Ho presentato un piano del fabbisogno al Consiglio regionale. Considerato che andranno in pensione circa 1.000 persone, il famoso "esercito" degli operai idraulico-forestali calabresi scomparirà. L’età media degli operai è superiore ai 60 anni. Presto la figura dell'operaio forestale si estinguerà. La legge 442 del 1984 vieta alla Regione Calabria di assumere altra manodopera. Ma la nostra attenzione nel capoluogo resta massima, così come siamo pronti a dare il nostro contributo nella salvaguardia e il potenziamento della pineta di Giovino”.

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