Sabato, 25 Settembre 2021
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Crotone, perseguitava l'ex moglie e gli amici: disposto il divieto di avvicinamento

Il sospetto che la donna avesse instaurato una relazione con un altro uomo, ha diretto le sue attenzioni ossessive nei confronti dell’ipotetico rivale in amore, iniziando appostamenti e provando a costringerlo a farsi mostrare le sue conversazioni su Whatsapp

Atti persecutori nei confronti dell’ex moglie, con questa accusa, la procura di Crotone ha disposto il divieto di avvicinamento a carico di un uomo che, non rassegnandosi alla fine della relazione con la donna, nonostante l’espresso rifiuto della stessa,  aveva continuato a contattarla molestandola con messaggi e chiamate, insultandola e facendo più volte ingresso nella sua abitazione.

Le indagini svolte hanno permesso di documentare una serie di comportamenti molesti posti in essere dall’indagato fino a quando la persona offesa non ha deciso di denunciarlo. L’uomo, in diverse circostanze, in sua assenza, si era introdotto a casa della donna danneggiandole indumenti, mobili e sottraendole alcuni oggetti di valore. Quest’ultimo, aiutato dai propri genitori, ne aveva controllato gli spostamenti, costringendola a modificare le proprie abitudini di vita per poi estendere tali condotte moleste anche gli amici e i colleghi dell’ex moglie.

Infatti, ossessionato dalla gelosia, l’uomo ha iniziato a molestare telefonicamente anche gli amici della donna per avere informazioni su quest’ultima e, non venendo accontentato nelle sue richieste, aveva intrapreso azioni ritorsive anche nei confronti di questi ultime, danneggiando le loro autovetture.

Non da ultimo, nutrendo il sospetto che la donna avesse instaurato una relazione con un altro uomo, ha diretto le sue attenzioni ossessive nei confronti dell’ipotetico rivale in amore, iniziando appostamenti anche al di fuori del suo posto di lavoro e provando a costringerlo a farsi mostrare le sue conversazioni su Whatsapp.

Le denunce della donna e gli accertamenti condotti dai poliziotti della Polizia di Stato hanno permesso di fornire un quadro inequivocabile della vicenda alla Procura della Repubblica che si è subito attivata al fine di apprestare una tutela alla persona offesa. Anche questa volta la sinergia tra la Polizia di Stato, la Procura della Repubblica e GIP di Crotone hanno permesso di scrivere la parola “fine” all’ennesima triste storia.

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