Mercoledì, 20 Ottobre 2021
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NUOVI POVERI

Vibo, Sandro e gli invisibili tra le vie della città

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La morte di De Filippis sepolto ieri a Bivona fa riaffiorare le tante storie di disagio che in provincia continuano ad aumentare. Nel 2021 i “nuovi poveri” passati dal 31 al 45%. Don Figliano (Caritas): «Difficoltà a curarsi»

È stato sepolto, ieri, nel cimitero di Bivona Alessandro De Filippis. Una dipartita inaspettata la sua, che ha colto di sorpresa familiari e vicini. L’uomo è, infatti, stato trovato morto all’interno della sua abitazione di via Giovanni XXIII, dopo diversi giorni. A vegliarlo Nuvola, il suo pastore tedesco che non lo ha mai abbandonato.
La storia di Sandro, come era chiamato, riapre un capitolo scottante, ossia quello del disagio sociale che in questi ultimi anni ha coinvolto sempre più persone. Invisibili tra le vie della città e della provincia, senza lavoro, assistenza e ascolto. Si tratta di un aumento di più 114% nel numero di quanti si rivolgono ai Centri di ascolto e ai servizi delle Caritas diocesane rispetto al periodo di pre-covid. È il dato allarmante che risulta da una prima rilevazione condotta a livello locale.
Ad avere il polso della situazione è il responsabile della Caritas diocesana don Fortunato Figliano, il quale ha dovuto intensificare ascolto e ricevimento. «Oggi il disagio che sembra essere più frequente – commenta don Fortunato – è quello relativo alla salute. Non avendo un sistema sanitario capace di rispondere alle esigenze primarie, ma solo ad alcune, crea un forte disagio sociale. Spesso – continua il responsabile della Caritas diocesana – ci troviamo di fronte a richieste di aiuto economico per affrontare viaggi verso altri ospedali del Centro e del Nord». Il principale nodo da sciogliere, secondo la Caritas, è la mancanza di lavoro e «nel nostro territorio – sottolinea don Figliano – non ci sono le condizioni per poterselo inventare». Il reddito di cittadinanza, a parere del sacerdote, per alcuni è stato un contrasto alla miseria, per altri un blocco a superare le criticità e di conseguenza una forma di rassegnazione che porta ad adagiarsi su tale supporto.

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