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Inchiesta Brooklyn a Catanzaro, misure confermate ma cade l’aggravante mafiosa

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La decisione del Tribunale del Riesame nell’inchiesta sul ponte Morandi. Resta in carcere Sebastiano Sgromo, ai domiciliari il fratello Eugenio. Il Tdl riqualifica l’accusa in concorso esterno in associazione semplice

Il Tribunale del Riesame ha confermato le misure cautelari per gli indagati nell’inchiesta Brooklyn. Esce alleggerita però la posizione dei fratelli Eugenio e Sebastiano Sgromo. I giudici infatti hanno escluso la contestata aggravante mafiosa e hanno riqualificato le accuse per due capi di imputazione in concorso esterno in associazione semplice. La nuova lettura degli episodi oggetto dell’inchiesta non ha però portato il collegio del Riesame a modificare le misure cautelari. Resta in carcere Sebastiano Sgromo, mentre Eugenio Sgromo si trova ai domiciliari per motivi di salute. Gli imprenditori sono difesi dagli avvocati Giuseppe Fonte, Francesco Gambardella, Enrico Grosso e Massimiliano Carnovale. Confermati gli arresti domiciliari per Rosa Cavaliere (difesa dagli avvocati Antonella Canino e Alessio Sculco) accusata di trasferimento fraudolento di valori, autoriciclaggio, truffa. Secondo l’accusa la dipendente dei fratelli Sgromo sarebbe stata nominata amministratore della “Tank srl” per eludere eventuali attività dell’autorità giudiziaria e salvare così l’azienda da interdittive antimafia, pur mantenendone il controllo di fatto.

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