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Crotone, scorie industriali da rimuovere. Eni insiste: vanno smaltite sul posto

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Ricorso al Tar contro i pareri negativi di Comune, Provincia e Regione. «Un altro impianto più vicino è ad oltre mille chilometri di distanza»

Eni Rewind non molla, sulla vicenda legata allo smaltimento del tenorm e delle scorie contaminanti, seppellite nel sottosuolo delle discariche fronte mare che dovrebbero essere conferite in impianti che sono al fuori della Calabria per come previsto dal Decreto ministeriale (decreto direttoriale n. 7/2020 che ha recepito il progetto “Discariche fronte mare e aree industriali - Progetto Operativo di Bonifica Fase 2” dell’ottobre 2018.

La società del gruppo Eni che è succeduta a Syndial nelle proprietà delle aree industriali crotonesi da bonificare, come è noto ha già impugnato con ricorso al Capo dello Stato quel decreto contestando l’applicabilità della misura relativa allo smaltimento dei rifiuti (tenorm e amianto), delle discariche Fosfotec fuori dal territorio regionale. Adesso l’amministratore delegato Paolo Grosso ha dato mandato al prof. Mauro Renna e all’avv. Nicola Sabbini di impugnare davanti al Tar della Calabria, i pareri presentati dalla Regione, dalla Provincia e dal Comune di Crotone, nell’ambito della Conferenza di Servizi preliminare relativa al S.I.N. di “Crotone – Cassano – Cerchiara” e comunicate dal Ministero della Transizione Ecologica, il 23 settembre 2021. In quella sede Comune, Provincia e Regione, con propri pareri scritti hanno opposto il loro diniego alla richiesta di Eni Rewind che aveva ribadito e motivato la sua contrarietà a rispettare quanto previsto nel decreto, relativamente allo smaltimento dei rifiuti delle lavorazioni industriali, contenuti nelle discariche da rimuovere. La società che gestisce il Sin (Sito di interesse nazionale) aveva messo in campo due proposte alternative: uno studio per realizzazione di una Messa in sicurezza permanente (MISP’) della discarica ex Fosfotec e uno studio sulla realizzazione di un impianto di conferimento di scopo interno al sito. Ma ambedue le soluzioni non sono state accettate nella conferenza di servizi preliminare dello scorso autunno (ne deve seguire un’altra cosiddetta decisoria).

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