Giovedì, 29 Settembre 2022
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PROBLEMI DI RETE

Linea internet instabile, nel comprensorio dell’Alto Mesima monta la protesta

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Gli utenti di Acquaro, Dasà, Arena e Dinami lamentano continui disagi di connessione e anche difficoltà di comunicazione con i telefoni fissi

Monta la protesta nell’Alto Mesima, dove gli utenti, nonostante la presenza da anni della banda ultralarga a 100 mega, lamentano frequenti e fastidiosi episodi di instabilità della linea internet Tim, il cui segnale, anche più volte al mese, improvvisamente sparisce, determinando un disservizio che spesso dura anche alcuni giorni. Ultimo, in ordine di tempo, lunedì scorso, quando per tutta la giornata gli internauti sono rimasti totalmente privi di collegamento (almeno per la seconda volta nel mese di dicembre, e c’è chi lamenta fino a quattro reclami alla compagnia da fine ottobre).

Problemi che denunciati da utenti di Acquaro, Dasà, Arena e Dinami (i primi tre centri dovrebbero essere tutti collegati ad una cabina collocata a Dasà) e persistenti almeno fino alle 9:30 della mattinata odierna, determinano pure difficoltà di comunicazione (i telefoni fissi non funzionano, con gravi disagi soprattutto per le persone anziane e sole). Per tale ragione c’è stato chi (accedendovi da rete mobile) dai social ha lanciato la proposta di una raccolta firme per far sentire la voce dei tanti utenti scontenti di tale stato di cose, ottenendo decine di adesioni virtuali da parte di altrettanti internauti indignati, alcuni dei quali si sono spinti addirittura a proporre di non pagare la bolletta o di creare una class action con un legale per ottenere un rimborso.

Eppure sin dal 2015, quando nei primi 223 centri calabresi partì il progetto promosso da Mise, Regione, Infratel e Telecom Italia (per un investimento di oltre 100 milioni di euro), la banda ultralarga fu annunciata come una rivoluzione che permetteva di raggiungere gli obiettivi imposti dall’Agenda digitale europea e forniva un servizio innovativo ed efficiente ai cittadini, che fino a poco tempo prima brancolavano in rete alla “strabiliante” velocità di 56 Kb. Invece, allo stato dell’arte, si è trattato di un’involuzione, che crea non poche rogne a chi, per studio o lavoro, necessita in maniera imprescindibile da internet (si pensi a molte attività commerciali, agli uffici pubblici, agli studenti in Dad). Almeno la 56 k non dava rogne. Escluso quel particolarissimo sibilo al momento del collegamento che i naviganti più “attempati” hanno ancora bene impresso nelle orecchie.

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