Mercoledì, 18 Maggio 2022
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SANITÀ

Si accelera sull'integrazione ospedaliera a Catanzaro. Occhi puntati sul protocollo d’intesa

La nuova legge regionale indica la strada ma ci sono alcuni nodi da sciogliere
Catanzaro, Cronaca
Viscomi, Famularo, Iemma, Abramo e Mancuso

Azienda Zero e integrazione tra Azienda ospedaliera “Pugliese-Ciaccio” e Azienda ospedaliero-universitaria “Mater Domini” sono stati gli argomenti che hanno animato la discussione promossa da Giusy Iemma, cardiologa e già candidata alle scorse elezioni regionali per il Partito democratico. La sala concerti di Palazzo De Nobili ha faticato a contenere le presenze, contingentate causa Covid, di rappresentanti politici, istituzionali, addetti ai lavori e cittadini interessati al grande tema della Sanità calabrese. Al tavolo dei relatori, con la moderazione del giornalista Mimmo Famularo, oltre a Iemma, il sindaco Sergio Abramo, il presidente del Consiglio regionale Filippo Mancuso, il deputato Pd Antonio Viscomi, il commissario straordinario del “Pugliese-Ciaccio” Francesco Procopio. E poi gli interventi dei consiglieri regionali Amalia Bruni (gruppo Misto) ed Ernesto Alecci (Pd), del preside del corso di laurea in Medicina e chirurgia Luca Gallelli, e del consigliere dell’Ordine dei medici catanzaresi Giancarlo Valenti, in sostituzione dell’assente presidente Vincenzo Ciconte. Critico nei confronti della politica l’intervento di Sergio Abramo: «C’è troppa politica nella Sanità. Sull’integrazione tra ospedale e policlinico siamo stati presi in giro dalla politica per anni», ha tuonato ponendo l’accento sulle ingerenze politiche nelle scelte degli uomini che hanno ricoperto ruoli apicali nelle Asp e nelle Aziende ospedaliere calabresi negli anni. Quanto all’integrazione, mentre da una parte Iemma ne sottolineava «l’importanza strategica ma l’esigenza di portarla avanti con pari dignità tra azienda pubblica e università», dall’altra il commissario Procopio sottolineava come questa sia «una necessità assoluta per la Calabria, ostacolata in passato ma alla quale non si può rinunciare. Perché sia realtà, dal nostro canto, cercheremo di superare tutte le difficoltà che si presenteranno».

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