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IL PROCESSO

Borgia, omicidio Grande. Chiesti 12 anni

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L’unico imputato, il collaboratore Santino Mirarchi, ha confessato il delitto. Un filo rosso conduce alla sanguinosa faida tra i clan di Roccelletta di Borgia

Rivive l’orrore di quel tragico agosto del 2009, quando a distanza di pochi giorni due ragazzi appena ventenni scomparvero. I resti di Giuseppe Fraietta e Luigi Grande vennero ritrovati mesi dopo. Ieri il pm della Dda Debora Rizza ha ricostruito quei fatti terribili per chiedere infine la condanna a 12 anni di reclusione per Santino Mirarchi. Esponente della criminalità locale e ora collaboratore di giustizia ha confessato di essere stato lui l’esecutore materiale dell’omicidio di Luigi Grande. Nel processo con rito abbreviato Mirarchi è imputato per omicidio, soppressione di cadavere, detenzione illegale di armi. Al pentito sono contestate anche le aggravanti della crudeltà e delle sevizie dovute ad un’integrazione del capo di imputazione avvenuta durante la scorsa udienza su richiesta dell’avvocato di parte civile Anselmo Torchia. Il difensore del pentito, l’avvocato Michele Gigliotti, si è opposto sia alle aggravanti della crudeltà e delle sevizie che a quella della premeditazione: le prime, perché contestate in un momento successivo a quello in cui l’imputato è stato ammesso al rito abbreviato, la seconda, perché secondo il legale il pentito non aveva programmato di uccidere Grande, ma avrebbe voluto estorcergli le informazioni sulla scomparsa di Fraietta. Il gup Antonio Battaglia ha aggiornato l’udienza al 18 marzo.

La ricostruzione

La spirale di brutale violenza che ha travolto i due ventenni catanzaresi per il pm della Dda ha un preciso punto di partenza: Roccelletta di Borgia. In quel periodo il territorio al confine con Catanzaro è attraversato da una sanguinosa faida. Da una parte ci sono i Cossari e dall’altro il gruppo guidato da Nando Catarisano. È proprio lui nella primavera del 2009 a sfuggire a un agguato mentre è con la figlia davanti a scuola, entrambi vengono feriti di striscio. Ma Catarisano in quei concitati momenti sarebbe riuscito a riconoscere uno dei due sicari in sella a uno scooter. A Roccelletta si convincono che sia stato Giuseppe Fraietta. È lo stesso Mirarchi nei suoi verbali a raccontare che il ragazzo, a cui era molto legato, per settimane sarebbe stato suo ospite a casa proprio per paura di rappresaglie. Almeno fino alla sera dell’8 agosto, quando Giuseppe Fraietta si dà appuntamento con alcuni amici per andare a ballare in discoteca. Quella sera però il ventenne scompare senza lasciare tracce.

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