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Lamezia, attentato all’azienda Fragiacomo. I cittadini: basta bombe e violenza

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A tutto campo le indagini di Procura e carabinieri per fare luce sull’intimidazione

Proseguono le indagini dei carabinieri e della Procura per fare luce sull’intimidazione all’azienda Fragiacomo, specializzata nella produzione di prodotti biologici e in apicoltura.
Due notti fa, infatti, un ordigno di alto potenziale è esploso nei pressi del casale dove ha sede l’azienda in via Gioacchino da Fiore, sulla collinetta tra il rione Bella e il quartiere che costeggia via Marconi. Fortunatamente la deflagrazione non ha causato danni alle persone ma ha parzialmente danneggiato la struttura che in azienda costituisce la caratteristica bottega di esposizione e vendita dei prodotti.
Sull’atto intimidatorio non si pronunciano i militari dell’Arma guidati dal maggiore Christian Bruscia e dal tenente colonnello Sergio Molinari; così come non fa alcuna rivelazione il procuratore Salvatore Curcio. Sembra sia ancora troppo presto per eventuali sviluppi ma una cosa è certa: le indagini continuano senza sosta e non si esclude nessuna ipotesi.
A manifestare piena vicinanza e solidarietà alla famiglia Fragiacomo è l’associazione “Donne e Futuro” di Karin Faistnauer e Bianca Lillo, le quali ricordano le tante collaborazioni avute in passato con l’azienda di prodotti biologici.

Leggi l'articolo completo sull'edizione cartacea di Gazzetta del Sud - Catanzaro

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