Lunedì, 15 Agosto 2022
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IL DIBATTITO

Borgia, blitz dei Nas alla mensa scolastica. Violazioni del capitolato d’appalto

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Deflagra il caso che nelle ultime settimane aveva scatenato una serie di polemiche. La Siarc sarà sanzionata per irregolarità sulla mancata rilevazione delle temperature dei refrigeratori e sul trasporto delle materie prime

Per settimane il servizio di refezione scolastica è stato nell’occhio del ciclone, a causa dei ripetuti disservizi che hanno provocato non pochi disagi agli alunni dell’istituto scolastico Sabatini e alle loro famiglie costrette a soluzioni alternative. Un disservizio finito al centro di una denuncia da parte dei genitori presentata ai carabinieri della Stazione di Borgia e per il quale la vicesindaca Irene Cristofaro aveva sospeso il servizio, inviando un ultimatum alla ditta Siarc, che ha in appalto il servizio di mensa scolastica, comunicandole la sospensione del contratto qualora non fossero stati rispettati i requisiti previsti dal capitolato e si fossero verificati ulteriori disservizi. La vicenda, che non si era limitata al solo Comune di Borgia, ma aveva riguardato anche il servizio di refezione scolastica a Girifalco e in altri centri del comprensorio soveratese, ha oggi un risvolto penale, dopo l’ispezione congiunta, effettuata dai carabinieri della Stazione di Borgia e da personale del Nas di Catanzaro, nelle cucine della Siarc, allocate in uno dei plessi di viale Sabatini. Nel contratto di appalto, infatti, è specificato che la preparazione dei pasti debba avvenire in loco, con l’approvvigionamento il giorno prima delle materie prime. L’ispezione, condotta dai militari a tutela della salute degli studenti che ogni giorno usufruiscono del pranzo a scuola, dietro pagamento di un cospicuo ticket (il costo di un blocchetto è di 70 euro per 25 pasti), si è conclusa con il rilevamento di alcune irregolarità e violazioni della normativa da parte della Siarc, che sarà sanzionata. In particolare, dal controllo sarebbero emersi la mancata rilevazione e lettura delle temperature dei refrigeratori e la mancanza di documentazione relativa all’acquisto e al trasporto delle materie prime utilizzate per la preparazione dei pasti.

Leggi l'articolo completo sull'edizione cartacea di Gazzetta del Sud - Catanzaro

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