Martedì, 05 Luglio 2022
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L'INCHIESTA

Filiale italiana colosso logistica tedesco commissariata per rapporti con la 'ndrangheta di Vibo

L’inchiesta della Dda di Milano sulla Schenker Italiana, che ha portato all’amministrazione giudiziaria per 9 mesi, è nata dal sequestro nel marzo 2020 di un carico di 30 chili di cocaina effettuato dalla polizia di frontiera inglese al porto di Dover. E’ quanto emerge dal provvedimento emesso dalla sezione autonoma misure di prevenzione del Tribunale di Milano. La DB Schenker è un colosso tedesco attivo nei servizi di logistica integrata a livello globale, con oltre settantamila dipendenti e più di duemila sedi sparse nel mondo.

Il commissariamento è stato deciso per i rapporti con la società colpita da interdittiva antimafia riconducibile a Nicola Bevilacqua, 70 anni, condannato definitivamente per associazione mafiosa di matrice 'ndranghetista e contiguo alla cosca Mancuso di Limbadi, in provincia di Vibo Valentia. Il provvedimento è stato emesso dalla sezione autonoma misure di prevenzione del tribunale di Milano, su richiesta dei pm della Dda Paolo Storari e Silvia Bonardi, dopo le indagini del nucleo di polizia economico-finanziaria della GdF e del gruppo investigazioni Criminalità organizzata dei Carabinieri di Como.

Dagli immediati approfondimenti della GdF di Milano e dei Carabinieri di Como è emerso che il carico di droga era stato nascosto tra cinque bancali di prodotti caseari che erano portati due giorni prima nello stabilimento di Guanzate della Schenker dalla Fiuto Autotrasporti, la ditta «amministrata di fatto» da Nicola Bevilacqua.

Oltre il ramo italiano di DB Schenker, è stata commissariata anche un’altra società, l’Aldieri spa. I provvedimenti eseguiti dai militari della GdF di Milano e dai Carabinieri di Como rappresentano l’epilogo di una complessa indagine, intrapresa a partire dall’aprile 2020 in piena emergenza pandemica, che avrebbe fatto emergere come alcuni dirigenti, muniti di potere decisionale, delle società proposte per l’amministrazione giudiziaria avrebbero agevolato, «in maniera quantomeno colposa o negligente», l’attività di Bevilacqua e dell’azienda a lui riconducibile. Sono state effettuate perquisizioni locali e domiciliari, nelle provincie di Milano e Como.

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