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L'INCHIESTA

Catanzaro, truffa alla sanità con i ricettari rubati. Sei persone finiscono sotto processo

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Regge al vaglio del gup l’inchiesta sui presunti illeciti nell’ex farmacia Leo. Oltre 5mila prodotti sarebbero stati sottratti illecitamente

Sono state rinviate a giudizio le sei persone accusate di aver sottratto illecitamente oltre 5mila farmaci al sistema sanitario nazionale e destinati a invalidi e categorie fragili. Il gup, accogliendo le richieste della Procura, ha mandato a processo i fratelli Carlo Leo e Raffaele Leo, Ilaria Leo, Pasquale Gigliotti, Giuseppe Rubino e Antonio Mungo. Nei confronti dei sei indagati si ipotizzano i reati di associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata, in danno del servizio sanitario nazionale, falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in certificati o autorizzazioni amministrative, falsità materiale commessa dal privato. La prima udienza del processo è stata fissata davanti al Tribunale collegiale il prossimo 7 dicembre.
A svelare il mercato nero delle medicine è stata un’indagine della Guardia di Finanza coordinata dal procuratore Nicola Gratteri, l’aggiunto Giulia Pantano e il pm Francesco Bordonali. A gennaio scorso il gip ha disposto il sequestro per un valore di 81.835,91 euro, di cui 69.019.91 quale costo dei farmaci e 12.816 euro a titolo di importo di ticket regionali non versati. Le fiamme gialle ipotizzano la presenza di una vera e propria associazione a delinquere finalizzata alla truffa. Un sodalizio, che avrebbe rubato 116 ricettari a 31 medici, redigendo 2.574 ricette false, utilizzando il nome di cinque camici bianchi fantasma e ventiquattro esistenti, tra cui otto medici ospedalieri, dieci di base, una pediatra di base, due dei servizi territoriali Asp, due guardie mediche e un sostituto medico di base. Ricette con cui avrebbero recuperato 5.121 farmaci da rivendere alla loro farmacia in alcuni casi senza fustella. Utilizzando le false ricette mediche “rosse” il gruppo ritirava farmaci con prescrizione e quindi gratis da altre farmacie. Gli stessi medicinali venivano poi rivenduti a ignari clienti.

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