Giovedì, 02 Febbraio 2023
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L'APPELLO

Guardie mediche a singhiozzo, sindaci di Botricello e Marcedusa pronti ad azioni eclatanti

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Lettera al ministro della Salute Schillaci. «Negati diritti essenziali ai cittadini delle nostre comunità»

«Siamo pronti ad azioni eclatanti». I sindaci di Botricello e Marcedusa Simone Puccio e Domenico Garofalo alzano la voce contro la chiusura ripetuta delle guardie mediche nei due Comuni, promettendo proteste a tutela della salute pubblica. Già qualche settimana fa era stato segnalato il pesante disservizio che intacca il diritto alla salute dei cittadini dei due centri, ma a nulla sono valse le prese di posizione dei due sindaci che ora hanno scritto una lettera aperta al ministro della Salute Orazio Schillaci. La missiva è stata inviata anche al presidente della Regione e commissario alla Sanità Roberto Occhiuto, al prefetto di Catanzaro, ai vertici dell’Asp di Catanzaro, alla Procura e ai carabinieri. Puccio e Garofalo hanno evidenziato «la ferma volontà di avviare ogni azione a tutela della popolazione dei due centri considerato che dallo scorso mese di luglio si registrano continui disagi e chiusure delle postazioni di continuità assistenziale». Negli ultimi mesi, in diverse occasioni, la postazione di continuità assistenziale di Botricello è stata chiusa, mentre quella di Marcedusa risulta già chiusa e accorpata proprio a Botricello. Questo vuol dire che due comunità così importanti sono completamente sprovviste, per l’ennesima volta, di assistenza sanitaria. «Di fatto – scrivono i sindaci - in questi due paesi è vietato ammalarsi, se si considera che le popolazioni sarebbero costrette, secondo l’Asp, a spostarsi a diversi chilometri di distanza per raggiungere la postazione di Sellia Marina. In quest’ultima sede, dunque, dovrebbero convergere i residenti di tre realtà, per un totale di circa 13.000 abitanti con un solo medico di turno». Una situazione molto grave, perché «rappresenta a pieno uno Stato – tuonano Puccio e Garofalo - che ha scelto di violare palesemente le sue stesse norme, rinunciando ufficialmente a garantire l’assistenza sanitaria. Non stiamo qui a ricordare le violazioni costituzionali e penali che si stanno compiendo. Piuttosto, vogliamo chiaramente comunicare che non accetteremo più passivamente queste condizioni».

Leggi l'articolo completo sull'edizione cartacea di Gazzetta del Sud - Catanzaro

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