Domenica, 05 Febbraio 2023
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L'INCHIESTA

Crotone, il pestaggio di Davide Ferrerio: c’è un altro indagato

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I riflettori puntati anche sul 31enne vero obiettivo della spedizione punitiva ma il giovane non avrebbe responsabilità penali
Catanzaro, Cronaca
Il luogo dell’aggressione l’11 agosto a Crotone del ventenne Davide Ferrerio

È indagato, ma solo per valutazioni tecniche, il 31enne del Crotonese, vero obiettivo della spedizione punitiva durante la quale, l’11 agosto scorso, venne ridotto in fin di vita Davide Ferrerio, il 20enne bolognese preso a calci e pugni da Nicolò Passalacqua per un errore di persona mentre si trovava in vacanza a Crotone con la sua famiglia.
È quanto emerso nelle ultime ore nonostante non siano spuntati nuovi elementi che andrebbero ad arricchire il già corposo quadro investigativo composto dalla Procura di Crotone. Infatti, gli inquirenti non attribuiscono alcuna responsabilità penale a carico del 31enne per la brutale aggressione, tant’è che la sua posizione sarebbe prossima ad essere archiviata dopo essere stata al vaglio nella fase iniziale dell’inchiesta.
Però, quella drammatica sera era proprio il 31enne il reale bersaglio di Passalacqua (che per il pestaggio avrebbe usato un tirapugni), che stava cercando colui il quale aveva iniziato a flirtare sui social con la 17enne (M. R. P.) della quale l’aggressore si era da tempo invaghito. E così, all’appuntamento messo in piedi dalla minore per conoscere il suo spasimante andarono anche Passalacqua insieme ai parenti della ragazza. Ma quando il 31enne si presentò all’incontro a poca distanza dal Palazzo di giustizia, e dopo essere stato avvicinato dai parenti della minore, vedendo l’atteggiamento aggressivo di quel gruppo di persone pensò bene di allontanarsi dicendo di non essere lui la persona che stavano cercando, per poi scrivere un messaggio alla 17enne dicendole che stava per arrivare e che indossava una camicia bianca. In questo modo, nel mirino di Passalacqua finì l'incolpevole Davide Ferrerio che è attualmente ricoverato in coma irreversibile all’ospedale Maggiore di Bologna.

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