Domenica, 05 Febbraio 2023
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LA DECISIONE

Catanzaro, maxi stangata su Villa Sant’Anna: dovrà risarcire 18 milioni di euro

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Sentenza della Corte dei conti sul caso della clinica cardiologica
Catanzaro, Cronaca
La Corte dei Conti di Catanzaro

Potrebbe essere il colpo finale al futuro della clinica Villa Sant’Anna. La Corte dei Conti (presidente Luigi Cirillo a latere i giudici Natale Longo e Carlo Efisio Marré Brunenghi) ha condannato la struttura sanitaria a versare un risarcimento del danno erariale di ben 17.648.248,04 euro in solido con la rappresentante pro tempore Rosanna Frontera. Condanne anche per i rappresentanti dell’Asp di Catanzaro. Michele Chiodo e Giuliana Natalina Colomba Gioffrè direttori delle unità affari generali e legali dell’Asp dovranno versare rispettivamente 2.089.992 di euro e 557.297 euro. Gli ex direttori generali e commissari Mario Catalano e Giuseppe Perri invece sono stati condannati a pagare 341.022 euro e 727.155 euro. Assolto invece Francesco Francavilla direttore dell’unità gestione risorse umane.
I giudici hanno ricostruito la vicenda in ben 131 pagine di sentenza. Al centro della vicenda c'è «la cessione di crediti già soddisfatti o non dovuti e la mancata opposizione a procedure esecutive concernenti tali indebiti crediti». In pratica si contesta alla clinica una sorta di doppia fatturazione, si sarebbe fatta pagare crediti o già ottenuti o comunque non più esigibili. Stando a quanto si leggeva nell'atto di citazione vi sarebbe stata «una condotta illecita produttiva di un ingente danno erariale in pregiudizio del Sistema sanitario regionale e, segnatamente, delle risorse patrimoniali dell’Asp di Catanzaro». Tutto questo sarebbe stato reso possibile «a seguito del pagamento di crediti già soddisfatti o non dovuti, indebitamente ceduti a una società di cartolarizzazione, per poi essere azionati in procedure esecutive cui i competenti soggetti responsabili dell’Asp non si sono opposti». Ma se Villa Sant'Anna avrebbe chiesto somme non dovute da parte loro i dirigenti dell'Asp sarebbero rimasti colpevolmente inermi. Per la magistratura contabile è rinvenibile «la condotta omissiva» dei direttori che al contrario avrebbero potuto e dovuto «interporre opposizione e intervenire nei giudizi» per fermare le nove procedure esecutive.

Leggi l'articolo completo sull'edizione cartacea di Gazzetta del Sud - Catanzaro

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