Lunedì, 06 Febbraio 2023
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LA SENTENZA

Sellia Marina, carabiniere apre il fuoco e ferisce un uomo in fuga: assolto dalle accuse

Il carabiniere è stato assolto dal reato di lesioni volontarie con formula ampia: il tribunale ha giudicato legittimo l'utilizzo dell’arma per adempiere al dovere d'ufficio

Una lunga e folle corsa a quasi 200 km/h sulla statale ionica, culminata con una sventagliava di colpi, uno dei quali attingeva il fuggitivo ad un polpaccio. Secondo la prima ricostruzione dei fatti il giovane T.S. a bordo di un veicolo furgonato, intercettato dai carabinieri di Sellia Marina lungo la statale 106, non si fermava all’alt intimatogli ed avviava una rocambolesca fuga mettendo in pericolo la vita dei militari e di chiunque si fosse imbattuto sulla sua strada.

Giunto nei pressi di una stazione di servizio, rallentava la corsa e, approfittando del fatto che il capopattuglia D. A. era nel frattempo coraggiosamente sceso dall’auto di servizio per sbarrargli la strada, ripartiva a folle velocità rischiando peraltro di investirlo. Solo a quel punto al militare non era rimasto altro da fare che aprire il fuoco con la mitraglietta in dotazione, attingendo la ruota del furgone. Uno dei colpi però penetrava all’interno dell’autovettura colpendo il giovane ad un polpaccio.

Quest’oggi il Tribunale Penale, presieduto dalla dott.ssa Rosalba Lastoria, ha assolto il carabiniere D. A., difeso dall’avv. Antonio Lomonaco, dal reato di lesioni volontarie con formula ampia, ritenendo evidentemente che abbia legittimante utilizzato l’arma al fine di adempiere un dovere del proprio ufficio.

Il giovane T.S., difeso dall’avv. Luigi Frustaglia, é stato invece condannato alla pena di anni 1 e mesi 6 di reclusione per il resto di resistenza a pubblico ufficiale, nonché a mesi 6 di arresto per l’altro reato concernente la guida in stato di alterazione da sostanze psicotrope. Respinta anche la richiesta del giovane di risarcimento dei danni patiti avanzata rispettivamente nei confronti del militare nonché del Ministero della difesa, in ragione dell’intervenuta sentenza di assoluzione.

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