Domenica, 29 Gennaio 2023
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LA DECISIONE

Lamezia, l'immobile di Stranges non era da confiscare. Non fu costruito con i soldi dei Giampà

L’immobile non era da confiscare: revocata una misura di prevenzione patrimoniale irrevocabile dal 2018.
Dopo oltre 8 anni si è conclusa la vicenda giudiziaria in cui era stato coinvolto Francesco Maria Stranges, difeso dall’Avv. Aldo Ferraro, che la Distrettuale Antimafia di Catanzaro riteneva essere un prestanome di uno dei vertici della cosca Giampà di Lamezia Terme.

Nel 2014 i militari del Gico della Guardia di Finanza, con l’ausilio delle unità cinofile, perquisirono l’abitazione di Francesco Stranges nelle prime ore del giorno, per notificargli un decreto di sequestro anticipato emesso dal Tribunale di Catanzaro, Sezione Misure di Prevenzione, che riguardava una villa che stava costruendo a San Mazzeo di Conflenti, utilizzando -secondo gli inquirenti- denaro proveniente dal capo cosca, che ne sarebbe stato il reale ed effettivo proprietario. All’esito del giudizio di primo grado, il Tribunale di Catanzaro nel 2016 confiscò quella villa, senza che a nulle siano valse le giustificazioni fornite, pronuncia poi confermata dalla Corte di Appello di Catanzaro nel 2017, e dalla Corte di Cassazione nel 2018 che dichiarò l’inammissibilità del ricorso del difensore.

Nel frattempo, la stessa Procura Distrettuale portò Stranges a giudizio, questa volta davanti al Tribunale collegiale di Lamezia Terme, con l’accusa di intestazione fittizia sempre in relazione al medesimo immobile che nel frattempo era divenuto di proprietà dello Stato, ed era stato assegnato al Comune di Conflenti per realizzare al suo interno una “fattoria sociale”. All’esito di una articolata istruttoria dibattimentale, il difensore di Stranges, l’Avv. Aldo Ferraro, è riuscito tuttavia a dimostrare non solo la lecita provenienza delle risorse economiche utilizzate dal suo cliente per la costruzione di quella villa, in quanto derivanti dall’azienda agricola di cui era titolare, ma addirittura che essa è sempre stata nella disponibilità di Franco Stranges e dei suoi familiari, tanto che quando l’Agenzia dei beni confiscati assegnò quell’immobile al Comune di Conflenti, fu la figlia di Francesco Stranges a dovere rimuovere tutti i mobili e le suppellettili che si trovavano al suo interno. Tale dimostrazione è stata tale da indurre lo stesso Pubblico Ministero della DDA Chiara Bonfadini a chiedere, conformemente all’Avv. Ferraro, l’assoluzione dell’imputato, ed il Tribunale collegiale di Lamezia Terme ad assolvere Francesco Maria Stranges dalla contestata intestazione fittizia “perché il fatto non sussiste”. E ciò è avvenuto con sentenza del 22/05/2022 nonostante Franco Stranges fosse nel frattempo deceduto essendo rimasto vittima di un mortale infortunio sul lavoro nel febbraio del 2021.

A questo punto, il contrasto tra il giudicato di prevenzione in cui Stranges era stato ritenuto prestanome del capo cosca, e quello di merito, che aveva invece escluso tale circostanza, ha consentito al difensore di attivare il mezzo di impugnazione straordinario della revocazione della confisca dinanzi la Corte di Appello di Salerno, competente sulla eventuale revoca delle misure di prevenzione disposte nel distretto catanzarese. Nell’interesse degli eredi di Francesco Stranges, l’Avv. Ferraro ha infatti chiesto che la pronuncia assolutoria prevalesse sulla pronuncia di confisca, avendo il Tribunale di Lamezia escluso il presupposto che aveva invece indotto i Giudici catanzaresi a disporre la confisca di quell’immobile. Ebbene, la Corte di Appello di Salerno ha oggi accolto il ricorso del difensore, disponendo la revoca della confisca della villa che Francesco Maria Stranges aveva costruito con le sue risorse economiche sin dal 2008, disponendone la restituzione ai suoi eredi che non si erano arresi all’ingiustizia subita. La Corte di Appello di Salerno ha così risolto il contrasto tra i giudicati denunciato dal difensore, dando prevalenza a quanto accertato con sentenza irrevocabile dal Tribunale lametino circa la estraneità dello Stranges rispetto alle ipotesi accusatorie, disponendo la restituzione della stessa villa ai suoi familiari cui il Comune di Conflenti a questo punto, dovrà restituirne la disponibilità.

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