Lunedì, 06 Febbraio 2023
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IL CASO

Femminicidio a Pietragrande, la famiglia della vittima chiede di riaprire le indagini

Catanzaro, Cronaca
Il luogo del delitto; nel riquadro, Loredana Scarone

Gli avvocati Arturo Bova e Antonio Ricupero, legali della famiglia di Loredana Scalone, la 51enne uccisa a fine novembre 2020 alla Scogliera di Pietragrande di Stalettì (Catanzaro), hanno chiesto la riapertura delle indagini sul caso "al fine di accertare il coinvolgimento di eventuali complici" dell'omicida, il 37enne Sergio Giana, ex amante della donna, reo confesso del delitto e al momento imputato nel processo in corso in Corte d'assise. Lo rendono noto gli stessi due legali che assistono i familiari della vittima, costituitisi parte civile nel processo. Secondo la ricostruzione dei carabinieri di Soverato, Loredana Scalone, venne attirata dall'ex amante in un appuntamento alla Scogliera di Pietragrande di Stalettì, uno dei siti turistici più noti in Calabria, e colpita con 28 coltellate sul collo, in testa, sul torace e sul dorso: l'uomo, dopo aver tentato di strangolare la donna, l'avrebbe ulteriormente sbattuta contro gli spuntoni di roccia, gettandone poi il cadavere in un dirupo.

Gli avvocati Bova e Ricupero sostengono che "in base a quanto evidenziato nel corso delle indagini preliminari dagli investigatori dell'Arma, di quanto sta emergendo nel corso del dibattimento innanzi alla Corte d'Assise, nonché alla luce degli elementi valorizzati nella relazione del dottor Giuseppe Truglia, criminologo incaricato dalla difesa della famiglia Scalone, appare evidente che il pm titolare delle indagini non abbia tenuto in debito conto la portata e l'efficacia probatoria delle acquisizioni investigative che dimostravano già in sede di indagini preliminari il coinvolgimento di almeno una terza persona nell'omicidio e nell'occultamento del cadavere di Loredana Scalone". Per questo, Bova e Ricupero hanno deciso di depositare, questa mattina, alla Procura di Catanzaro "apposita istanza di riapertura delle indagini al fine di consentire i dovuti approfondimenti investigativi, necessari a fare piena luce su un delitto che - sostengono i legali della famiglia Scalone - allo stato attuale, nonostante un imputato reo confesso, presenta molti lati oscuri e soprattutto risulta ancora privo di un movente certo".

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