Martedì, 07 Febbraio 2023
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'Ndrangheta nel Crotonese, frode e usura: eseguite 6 misure cautelari I NOMI

Catanzaro, Cronaca

Associazione per delinquere di matrice 'ndranghetista, associazione per delinquere finalizzata alla commissione dei reati di frode fiscale, riciclaggio, impiego di utilità di provenienza illecita, trasferimento fraudolento di valori, nonchè ai reati di usura ed estorsione. Con queste accuse il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza ha dato esecuzione, a Crotone ed Isola di Capo Rizzuto, a un’ordinanza di misure cautelari di natura personale (rispettivamente della custodia in carcere, degli arresti domiciliari e dell’interdittiva all’esercizio della professione) - emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Catanzaro su richiesta della Procura della Repubblica Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro - nei confronti di sei persone.

I nomi degli indagati

Mario Esposito nato a Isola Capo Rizzuto il 23.10.1954 (in carcere)
Lorenzo Marrelli nato a Crotone il 09/07/1973 (ai domiciliari)
Francesco Quattromani nato a Crotone il 26.10.1971 e Andrea Valenti nato a Cariati il 08.05.1983 (divieto temporaneo di esercizio della professione)
Antonio Costantino nato a Isola Capo Rizzuto l'8.03.1982 e Antonio Franco nato a Isola Capo Rizzuto il 24.07.1976 (obbligo di dimora)

Gip, no aggravante mafia per 5 indagati

C'è il gruppo imprenditoriale Marrelli al centro dell’inchiesta svolta dalla Guardia di finanza di Crotone su delega della Procura distrettuale antimafia di Catanzaro che ha indagato sull'ipotesi di un sistema di riciclaggio e frode fiscale realizzato attraverso aziende cartiere. L’operazione ha portato ad eseguire sei misure cautelari: una in carcere e riguarda Mario Esposito, di 69 anni di Isola Capo Rizzuto, accusato di associazione mafiosa, associazione a delinquere per la frode, estorsione e usura; ai domiciliari è stato posto Lorenzo Marrelli (50) di Crotone, indagato per associazione a delinquere finalizzata alla commissione dei reati di frode e per il quale il gip ha applicato l’interdittiva a esercitare attività di impresa; l'obbligo di dimora è stato disposto ad Antonio Franco (47) di Isola Capo Rizzuto e ad Antonio Costantino (41) di Isola Capo Rizzuto, mentre per i commercialisti Francesco Quattromani (52) di Crotone, e Andrea Valenti (40) di Crotone, è stato disposto il divieto a svolgere l’attività professionale. L'indagine è partita dai lavori di ristrutturazione della ex clinica Villa Giose, poi divenuta Marrelli Hospital, ed ha rivelato l’esistenza di un’associazione finalizzata a commettere reati tributari attraverso l’emissione di fatture per operazioni inesistenti per un valore di oltre cinque milioni di euro che hanno prodotto un risparmio d’imposta pari a circa due milioni di euro. Tra le società coinvolte nel meccanismo c'è la Iuledil, amministrata da Mario Esposito, che, secondo le indagini, avvalorate anche da dichiarazioni di collaboratori di giustizia, sarebbe un sodale della cosca Arena di Isola Capo Rizzuto. La frode ed il riciclaggio sarebbero avvenute utilizzando anche altre aziende edili, i cui titolari sono Antonio Franco e Antonio Costantino, e l’ausilio dei due commercialisti. Le attività illecite sarebbero iniziate già quando era amministratore del gruppo il medico Massimo Marrelli (poi deceduto in un incidente durante lavori edili nella sua tenuta) e proseguite poi da Lorenzo Marrelli che è subentrato nella guida del gruppo che ha interessi nella sanità, nel settore agricolo ed in quello dell’editoria tv. Il gip ha escluso per tutti gli indagati l’aggravante mafiosa prevista dal 416 bis non ritenendo sufficiente la presenza nell’associazione finalizzata alla frode fiscale di Esposito e poiché manca la prova di aver agevolato la cosca: «le condotte illecite - scrive il gip - risultano poste in essere nell’esclusivo interesse degli autori dei delitti di scopo».

Oltre 50 gli indagati

Associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati tributari (tutti posti in essere mediante l’emissione e l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti), di riciclaggio, trasferimento fraudolento di beni, impiego di denaro e beni di provenienza illecita: è quella scoperta dal Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Crotone che stamane è sfociata nell’operazione denominata 'Krimata'. I militari, nella fattispecie, hanno eseguito sei ordinanze di custodia cautelare disposte dal giudice delle indagini preliminari di Catanzaro Arianna Roccia su richiesta della Procura distrettuale antimafia. Complessivamente, però, gli indagati sono oltre cinquanta.

Inchiesta partita da lavori a una clinica

L’indagine delle fiamme gialle che questa mattina ha portato all’esecuzione di sei ordinanze cautelari nell’ambito dell’operazione Krimata ha preso le mosse dai lavori di ristrutturazione, circa dieci anni fa, dell’ex Villa Giose, oggi Marrelli hospital, che ha rivelato «l'esistenza di un’associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati tributari (tutti posti in essere mediante l’emissione e l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti), di riciclaggio, trasferimento fraudolento di beni, impiego di denaro e beni di provenienza illecita».
I reati sarebbero stati commessi in un arco temporale compreso tra il 2013 e il 2016. Tra le società coinvolte spicca la Iuledil, amministrata di fatto da Mario Esposito (l'esponente del clan Arena finito oggi in carcere), già emersa nell’operazione antimafia Stige, che annovera tra i suoi dipendenti alcuni pluripregiudicati. «E' stato acclarato - scrive il gip Arianna Roccia nell’ordinanza - che il 90 per cento del denaro accreditato sul conto corrente della società cartiera Iuledil - stimato in 2,2 milioni di euro - proviene dalle società del gruppo Marrelli».

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