
La Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro ha chiesto 109 anni di reclusione nei confronti di quattro imputati del processo (con rito ordinario) scaturito dall’operazione Molo 13. La pm Debora Rizza, al termine della sua requisitoria, ha chiesto la condanna a 30 anni di carcere per Cosimo Damiano Gallace, Domenico Vitale e Francesco Galati e la condanna a 19 anni di carcere per Angelo Gagliardi, tutti appartenenti alla potente cosca Gallace, il primo in qualità di capo del sodalizio, gli altri in quanto organizzatori e partecipi.
Nel chiedere la condanna per gli imputati, il pubblico ministero ha chiesto altresì ai giudici della prima sezione penale del Tribunale di Catanzaro il rigetto di tutte le eccezioni sollevate nel corso del processo, in particolare quella avente ad oggetto la non utilizzabilità delle chat, da parte della difesa, costituita dagli avvocati Salvatore Staiano, Vincenzo Cicino, Mauro Ruga, Francesco Lojacono, Giuseppe Gervasi ed Eleonora Ferrillo.
Nel corso della requisitoria, la pm Rizza ha evidenziato come l’organizzazione vedesse al vertice Cosimo Damiano Gallace che a seguito della sua scarcerazione nel 2014 aveva dimorato stabilmente a Guardavalle, dove la cosca esercita la sua egemonia. Assieme a Francesco Riitano, promuoveva, organizzava e finanziava l’approvvigionamento di ingenti quantitativi di cocaina dal Sudamerica in particolare dalla Colombia, dalla Nuova Zelanda e dall’Australia anche con l’apporto finanziario di altri sodali, fra cui Francesco Galati e Angelo Gagliardi, decidendo i metodi di importazione, nonché le modalità di introduzione della droga in Italia, con eventuali tappe intermedie in Europa, pur preferendo che i carichi transitassero dalla Calabria.

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