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Ospedale di Soverato: dopo il blocco operatorio c’è attesa per il punto nascita

Il primario del reparto, Giuseppe Leto, un anno fa attestava una media di 476 parti all’anno. Ma la struttura fu chiusa

L'accettazione dell'ospedale di Soverato

Nel nuovo blocco operatorio originariamente concepito per mettere a norma la sala parto aperto da pochi giorni all’interno dell’ospedale del Basso Ionio, non nasceranno bambini, o almeno non ancora. I proclami di riapertura che si sono succeduti negli anni, l’ultimo era stato dato dal sindaco di Soverato Daniele Vacca a giugno scorso (annunciando la riapertura di un punto nascita a novembre del 2024) cedono il passo al silenzio, non rientrando tra gli argomenti e i comunicati ufficiali dell’Asp.
Riaprire però una sala che permetta alle gestanti di partorire a Soverato rimane una priorità dopo la chiusura avvenuta nel 2019. L’azienda ospedaliera ha da sempre manifestato la possibilità di avere i numeri per riattivarla qualora ci fosse una struttura adeguata alle esigenze contemporanee. A mancare è però ancora una terapia intensiva neonatale che possa permettere alle partorienti di farlo in assoluta sicurezza. Eppure il primario del reparto, Giuseppe Leto, un anno fa attestava una media di 476 parti all’anno nel reparto soveratese prima della chiusura, una quota inferiore, ma vicina al tetto dei 500 che era stato considerato quello minimo per una riapertura.

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