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Intimidazioni ai sacerdoti di Cessaniti. La Procura archivia, ma il caso resta aperto

Un anno fa l’invio di lettere minatorie, la candeggina nelle ampolle e un gatto morto sull’autovettura Ora i legali di don Palamara e don Pontoriero chiedono l’accesso agli atti: la verità deve venire a galla

Archiviate dalla Procura di Vibo le denunce presentate dai sacerdoti don Felice Palamara e don Francesco Pontoriero: i due presbiteri di Cessaniti si erano rivolti all’autorità giudiziaria per denunciare una serie di minacce e intimidazioni (risalenti al marzo 2024), ma stando alla notifica di archiviazione non si configurerebbero reati gravi, quali il tentato omicidio, che era stato ipotizzato in occasione della scoperta di “candeggina” nelle ampolline della messa (poiché in laboratorio non se trovarono tracce) usate da Palamara che risulta sia allergico ai detersivi, oltre che cardiopatico.

Dopo più di un anno di tensioni, paure e angosce, sarebbero cadute alcune accuse; resterebbero in piedi minacce di morte e diffamazione. Dunque, con l’accesso agli atti si saprà di più, anche in merito al taglierino e al gatto morto lasciato sul cofano dell’auto di don Francesco, al quale avevano scritto che se non avesse taciuto gli avrebbero tagliato la lingua.
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