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Delitto dell’allora procuratore capo di Torino Bruno Caccia, riaperta inchiesta: ancora indagato Francesco D’Onofrio originario di Mileto

20050816 - MILANO - POL - INTERCETTAZIONI: CARDACI, NESSUNA CONVERSAZIONE DEPUTATI - Una foto d'archivio del palazzo di Giustizia di Milano. Non risulta che alcuna delle conversazioni telefoniche intercettate sia riferibile a persone identificabili come deputati della Repubblica: e' questo, in sostanza, il contenuto della risposta inviata oggi dal presidente del Tribunale di Milano, Vittorio Cardaci, al presidente della Camera dei Deputati, Pier Ferdinando Casini, che la scorsa settimana aveva chiesto alcune informazioni in relazione alle intercettazioni nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Milano sulla scalata ad Antonveneta. ANSA-ARCHIVIO/TO

Francesco D’Onofrio, 69 anni, originario di Mileto, boss della 'ndrangheta attualmente in carcere per aver «diretto l’associazione criminale in Piemonte» è stato iscritto nel registro degli indagati dai pm della Dda di Milano Silvia Bonardi e Cecilia Vassena, coordinate dal procuratore Marcello Viola e dall’aggiunto Alessandra Dolci, per il concorso nell’omicidio del 26 giugno 1983 dell’allora procuratore capo di Torino Bruno Caccia ucciso da un commando della 'ndrangheta.
La posizione di D’Onofrio era stata archiviata nel dicembre 2023 dal gip di Milano. La riapertura dell’indagine nei suoi confronti per il suo presunto coinvolgimento è stata richiesta e ottenuta dai pm antimafia milanesi (competenti sulle toghe di Torino anche quando parti offese) dopo il ritrovamento di una pistola P38 Speciale Smith & Wesson compatibile con quella utilizzata per l’omicidio del magistrato Torinese avvenuto in via Sommacampagna. E’ stata trovata, come anticipato oggi da La Stampa, il 24 settembre scorso alle 6 del mattino dal Gico della Guardia di finanza, durante una perquisizione a casa del 69enne.

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