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Porto di Catanzaro, scenari in evoluzione tra ricorsi e nuove procedure

Dopo il rigetto della richiesta di sospensiva Carmar potrebbe impugnare l’ordinanza del Tar. Il Comune potrebbe decidere per lo sgombero degli specchi acquei e tentare altri affidamenti

Scenari in evoluzione sul porto del capoluogo di regione e sulla gestione degli specchi d’acqua. L’ordinanza con la quale il Tar ha rigettato la richiesta avanzata da Carmar srl di sospendere il diniego comunale al rinnovo della concessione demaniale marittima ha aperto la porta a un cambio di direzione radicale. Ma non per questo immediato. Sul percorso ci sono infatti ancora diversi ostacoli: alcuni di natura giudiziaria, altri burocratica.

Andando con ordine, la società crotonese che fino al 31 gennaio scorso ha gestito i pontili nell’ultimo biennio potrebbe ora impugnare l’ordinanza collegiale al Consiglio di Stato; un passo che potrebbe avvenire a stretto giro, considerato che Carmar potrebbe avere tutto l’interesse a mantenere le strutture nel porto. Tutto questo in attesa dell’udienza di merito che la società potrebbe “sollecitare” depositando un’istanza di prelievo al Tar. In quella sede verrebbero così approfonditi tutti i complessi aspetti di una vicenda che si è via via ingarbugliata, tanto che lo stesso collegio ha affermato che la questione merita un approfondimento.
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