Lunedì, 21 Ottobre 2019
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LAMEZIA

La stagione di prosa "Ama Calabria" e "Vacantiandu" non si svolgeranno a Lamezia

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Da sinistra Ruggero Pegna, Pierpaolo Bonaccurso, Francescantonio Pollice e Nicola Morelli

La stagione di prosa dell’Ama Calabria e la rassegna Vacantiandu si svolgeranno non a Lamezia ma in altre città della regione. Lo hanno chiaramente, fatto capire i rappresentanti delle associazioni che da alcuni anni si sono fatti promotori delle due manifestazioni. La notizia, è stata data fra le righe, durante la conferenza stampa che quest’oggi si è tenuta nella sede dell’Ama Calabria.

Nico Morelli per la compagnia dei Vacantusi, Piero Bonaccurso per il Teatrop, il promoter Ruggero Pegna e i fratelli Pollice dell’Ama Calabria, hanno ribadito che il teatro Grandinetti rimane chiuso e che, dunque, salteranno le due stagioni teatrali che erano state calendarizzate. Gli esponenti dei sodalizi hanno espresso tutta la loro rabbia e la loro amarezza per “l’umiliante, la mortificante situazione in cui è stata fatta sprofondare la città”.

Il Grandinetti rimane chiuso per mere beghe burocratiche tra l’ente comunale e le servitù rimaste ancora in mano ai vecchi proprietari. “Cavilli, problemi ostativi – è stato ribadito in conferenza stampa - che in tanti mesi gli uffici comunali e i commissari alla guida dell’ente non hanno proprio voluto risolvere. Da circa un anno – hanno incalzato le associazioni – abbiamo chiesto di sapere per quale problema rimanessero serrate le porte del Grandinetti e quali interventi fossero necessari. Dopo tanti mesi siamo ancora a questo punto”.

Nell’incontro pubblico di oggi è stato ricordato ancora una volta che le associazioni lametine promotrici delle stagioni teatrali sono tra le prime ad essersi aggiudicate il bando regionale per gli eventi culturali. “Quindi – è stato sottolineato – le due rassegne sono finanziate dalla Regione, il Comune non avrebbe dovuto sostenere spese in merito, eppure non viene consentito alle associazioni vincitrici del bando di poter operare”.

Gli operatori culturali hanno puntato il dito contro dirigenti e impiegati comunali perché se gli immobili sportivi e le strutture culturali non sono perfettamente a norma è perché per anni si è fatto finta che i problemi non esistessero. Vergogna! Questo il grido lanciato dalle associazioni per una città messa in ginocchio dalla “burocraidiozia”.

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