Martedì, 20 Agosto 2019
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SOCIETA' IN HOUSE

Acqua in Calabria, è scontro sul futuro della Sorical: il M5s contro la Regione

di
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Caos, esposti e polemiche sulla Sorical

Si profila una forte conflittualità istituzionale sulla gestione delle risorse idriche calabresi. La volontà della Regione di “salvare” Sorical Spa (società mista pubblico-privata che gestisce gli acquedotti e l’approvvigionamento dell’acqua potabile ai comuni) trasformandola in un suo ente “in house” e braccio operativo dell’Autorità idrica calabrese, cozza con la legge nazionale sull’acqua pubblica che a Roma i 5Stelle si preparano ad approvare. Una legge ritenuta «qualificante» dai pentastellati, che pertanto non cederanno di un passo.

La polemica si profila vischiosa perché coinvolge diversi livelli - nazionale, regionale e comunale (gli invasi sono della Regione, le reti idriche dei Comuni) - in un conflitto di prerogative e competenze che potrebbe paralizzare il settore. «Gli ultimi segnali lanciati dal dirigente regionale Domenico Pallaria indicano che si vuole trasformare Sorical in società interna della Regione Calabria», avvertono i deputati M5S Giuseppe d’Ippolito e Paolo Parentela, rispettivamente componenti delle commissioni Ambiente e Agricoltura. Entrambi, ricordano di aver anticipato «la volontà politica di Oliverio di istituzionalizzare per sempre, a spese dei contribuenti, l’attuale gestore del servizio idrico, Sorical, premiando il “carrozzone” per anni di gestione fallimentare, assunzioni discutibili e incarichi ad “azionisti” del sistema di potere». La trasformazione di Sorical in organismo di diritto pubblico è prevista in coincidenza con l’uscita del socio privato Veolia, accusato dal M5S di mancati investimenti, mentre «il commissario liquidatore di Sorical ha riferito del rischio default e del bisogno, ancora, di 1,5 miliardi di euro. È inammissibile salvare Sorical con i soldi dei calabresi e trasferire alle dipendenze della Regione unità di personale reclutate senza concorso pubblico». E il segretario regionale della Cgil Angelo Sposato avverte: «Acquisiremo l’elenco delle stabilizzazioni ed assunzioni e presenteremo un esposto denuncia alla Magistratura per una verifica dei criteri di regolarità e liceità delle procedure, a tutela dei tanti disoccupati calabresi e dei lavoratori assunti aventi diritto».

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