Lunedì, 06 Aprile 2020
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DIPENDENTI SCIOPERANO

Catanzaro, call center Abramo non paga gli stipendi febbraio e marzo. I sindacati: "Gravissimo"

«L’azienda Abramo CC ha comunicato di non essere in grado di rispettare la data di pagamento del 25 di questo mese, come da precedenti impegni, dichiarando inoltre di non essere nelle condizioni di fornire una data per il pagamento delle spettanze di febbraio». Così si legge in una nota congiunta delle segretrie nazionali Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil.

«Questa comunicazione, di per sé gravissima – continuano i sindacati – in quanto fatta con un preavviso così breve per i lavoratori impattati, lo è ancor di più alla luce delle difficoltà e delle incertezze che in questo momento stanno affrontando tutti i lavoratori nonché tutto il paese. Questa azienda, già in ritardo sul percorso di remotizzazione e sulla attuazione dei protocolli di sicurezza, con questa ulteriore notizia conferma di non essere in grado di gestire l’ordinario, oltre che l’emergenza dettata dal Covid-19».

Le segreterie nazionali di Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil proclamano da subito lo stato di agitazione permanente, in attesa di determinazioni ancor più forti nel caso entro 24 ore non dovesse esserci contezza dei pagamenti delle spettanze dovute ai lavoratori.

«La notizia relativa al mancato pagamento delle spettanze inerenti la mensilità di febbraio per i dipendenti della Abramo Customer Care non può non suscitare in tutti grande allarme e preoccupazione». A dirlo è il sindaco di Lamezia Terme, Paolo Mascaro, che aggiunge: «In un momento già di per sé drammatico quale quello attuale, con grandi difficoltà per le famiglie a poter finanche rifornirsi dell’essenziale, la mancata corresponsione delle legittime spettanze è oggettivamente grave ed è oltremodo lesiva della dignità dei lavoratori».

Tra l’altro – continua il primo cittadino – viene ad essere colpita una categoria che ha continuato, pur in piena emergenza sanitaria, a prestare la propria attività lavorativa rischiando anche l’incolumità personale pur di consentire che si portasse avanti il progetto imprenditoriale.Diventa quindi indispensabile ricercare in tempi rapidissimi ogni soluzione affinché il giusto diritto di chi ha prestato la propria attività con serietà e dedizione venga ad essere immediatamente riconosciuto».

«L’amministrazione comunale di Lamezia Terme – conclude Mascaro – non può non essere, senza se e senza ma, al fianco di tutti i lavoratori sostenendone con convinzione le indiscutibili ragioni».

"Apprendiamo dalla stampa che l’azienda Abramo CC ha  comunicato ai lavoratori di non essere in grado di rispettare la data di pagamento  della mensilità di marzo. Un fatto grave che certifica il dramma che stanno  vivendo questi lavoratori che al loro stato di precarietà occupazionale ora aggiungono quella della corresponsione delle loro spettanze salariali". Lo scrive in una nota il consigliere regionale, Libero Notarangelo.

"Lavoratori che non hanno avuto assicurazioni, nemmeno, sul pagamento dello stipendio di febbraio. Legittimo il loro stato d’animo per non riuscire a sostenere le proprie famiglie. A loro va la nostra totale solidarietà e la nostra vicinanza, in quanto ci troviamo difronte  a un dramma sociale che la Calabria e la Provincia di Catanzaro, nel caso particolare, non può permettersi e su cui chiediamo con forza alla presidente Santelli, senza polemica,di intervenire al fine di bloccare questo comportamento  irresponsabile dell’Azienda", aggiunge il consigliere.

"In un momento così angoscioso  per l’intero Paese  alle prese  con la pandemia  Covid 19, creare nuove ansie e difficoltà ai lavoratori che  con senso di responsabilità e dedizione, rischiando sulla propria pelle, continuano a garantire un servizio, oggi quanto mai indispensabile ed essenziale per  il Paese è da irresponsabili ritardare le sacrosante spettanze salariali. Dobbiamo, inoltre -prosegue - , apprendere  come l’Azienda  sia in ritardo sull’attuazione di un percorso di modernizzazione e di protocolli di sicurezza a tutela della salute dei lavoratori e delle loro famiglie. Bene fanno, dunque, le organizzazioni sindacali Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil a far sentire  forte la loro protesta per scongiurare  questa paventata possibilità chiedendo dignità per il lavoro. È intollerabile assistere a questo stato di incertezza   che avvolge  il lavoro in Calabria".

"È ora di smetterla con la politica degli slogan e degli annunci, per questo chiediamo alla neo eletta Presidente Santelli  e alla sua maggioranza soprattutto nei rappresentanti dell’area centrale della Calabria un impegno concreto e possibilmente definitivo. I calabresi hanno bisogno del lavoro , ma anche quel poco che c’è venga regolarmente e puntualmente pagato. Chiamiamo, dunque, ognuno alla propria responsabilità prima che la Calabria divenga un deserto e la tomba delle speranze", conclude.

 

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